La Fondazione Giorgio Pardi riporta Eva Sørensen a Milano

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La Fondazione Giorgio Pardi riporta Eva Sørensen a Milano

L’ITALIA CHE FUNZIONA: LA COLLABORAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO RIPORTA A MILANO EVA SøRENSEN, ARTISTA DI FAMA INTERNAZIONALE CHE HA DECISO DI VIVERE E LAVORARE IN ITALIA.

Nella foto da sinistra: Maria Fratelli (Direttore Museo), Sabino Maria Frassà, Eva Sørensen, Raffaella De Chirico, Andi Kacziba. Fotografie – Valentino Albini.

Il Comune di Milano con lo Studio Museo Francesco Messina aderisce al Premio cramum per giovani artisti, ideato da Sabino Maria Frassà e Andi Kacziba e promosso dall’Associazione Cramum e dalla Fondazione Giorgio Pardi. L’obiettivo comune di questi enti – pubblici e privati – è la lotta alla fuga di cervelli ed il sostegno della cultura in Italia. Tra i primi frutti di tale collaborazione, il ciclo “Parva sed apta mihi – 2 donne e una scelta”. Si tratta di un ciclo di due mostre monografiche, curato da Sabino Maria Frassà & Andi Kacziba, dedicate a due artiste straniere – Eva Sørensen ed Elisabeth Scherffig – che hanno scelto di vivere e lavorare in Italia facendo del nostro paese il centro della loro esistenza, del loro successo e della loro realizzazione professionale.  

Eva Sørensen (dal 21 ottobre al 1° novembre 2014) apre questo ciclo e ritorna protagonista di un Museo italiano dopo 30 anni.  Anche grazie alla lungimiranza della gallerista torinese Raffaella De Chirico, il primo appuntamento di “Parva sed apta mihi – 2 donne e una scelta” offrirà per la prima volta la possibilità di analizzare l’intero percorso artistico di Eva Sørensen dal 1962 al 1982. Eva Sørensen, artista schiva, eppure tra i nomi più noti e significativi dell’arte scandinava contemporanea, si è stabilita in Italia negli anni ’60 e ha collaborato con Piero Manzoni, Lucio Fontana ed Enrico Castellani.Matura uno sviluppo artistico unico, che la porta nel 1982 ad esser protagonista della Biennale di Venezia dove le viene dedicato il padiglione danese nella sua interezza. Il lavoro presentato a Venezia e riproposto nella Mostra al Museo Messina è l’apice di una riflessione senza precedenti sullo spazio, sulla materia e sulla scultura contemporanea. Eva Sørensen affianca alle sculture in granito disegni che sono essi stessi scultura. Come ha notato Oystein Hjort, nel suo lavoro, “ogni linea tracciata sul foglio vincola la successiva. Tutte insieme creano un campo di forze che è al tempo stesso pelle e paesaggio”.In mostra 12 opere: dalla ceramica di Albissola, alla pittura, ai primi disegni “tridimensionali” del 1972, a 5 lavori della Biennale alla scultura del 1981 – opera in granito inedita.
Studio Museo Francesco Messina
Via San Sisto 4
fino al 1° novembre 2014
Mart – Ven 10:00 14:00
Sab 14:00 18:00