Maternità, arte ed ecologia. Dopo il premio Cramum Francesco Fossati a Casa Museo Boschi Di Stefano

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Maternità, arte ed ecologia. Dopo il premio Cramum Francesco Fossati a Casa Museo Boschi Di Stefano

“Madonna col bambino”: Mario Tozzi (sinistra) e Francesco Fossati (destra)

Non capita tutti i giorni di coniugare le tre anime del nostro portale: arte, gravidanza e scienza. E’ perciò un progetto che merita tutta la nostra attenzione la “sostituzione” temporanea al Museo Boschi di Stefano di Milano del celebre dipinto “Madonna col bambino” di Mario Tozzi con la versione “green” grazie a Francesco Fossati, tra i finalisti dell’ultimo premio Cramum.

Il 16 ottobre alle ore 17:00 in occasione della Giornata Mondiale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, all’interno del Progetto “Sostituzioni” di Casa Museo Boschi Di Stefano (Milano) sarà presentata la nuova “Sostituzione”: al posto della “Madonna col bambino” di Mario Tozzi, oggi esposta al MART di Rovereto, l’opera “green” di Francesco Fossati. L’opera donata dall’artista al Museo riprende e rilegge il tema della maternità in chiave contemporanea: dove ci porteranno infatti una crescita demografica e un’urbanizzazione incontrollata?

Francesco Fossati è stato invitato dal Direttore del Premio Cramum, Sabino Maria Frassà, ad aderire al Progetto “Sostituzioni” ideato da Maria Fratelli per Casa Museo Boschi di Stefano. Maria Fratelli spiega così questa ambiziosa iniziativa: “Il progetto prevede la “sostituzione” temporanea delle opere della nostra ricchissima collezione in prestito a mostre in Italia e all’estero, con opere realizzate e donate da artisti e fotografi contemporanei. In questo modo si aprono le opere del Museo alle nuove generazioni di artisti, i quali finiscono con l’avere tre ordini di committenti: il Museo, la Collezione Boschi Di Stefano e l’opera di cui prendono temporaneamente il posto”.

L’artista Francesco Fossati

Il direttore artistico di Cramum, Sabino Maria Frassà, spiega infine la genesi e il senso dell’opera Madonna col bambino – Ailanthus altissima di Francesco Fossati: “se non è sempre facile per un artista dialogare con i Maestri del passato, ancora più complesso è reinterpretare una singola opera come Madonna col bambino di Mario Tozzi, caratterizzata e fortemente connotata anche a livello sociale e ideologico. Ciononostante Francesco Fossati  non si sottrae al tema del dipinto di Tozzi – la maternità – che riesce a trasformare in occasione per approfondire e portare avanti coerentemente la propria ricerca artistica. Introduce così nella sua opera il rapporto di “maternità” in natura e la forma dei cerchi concentrici: quello interno, il “centro”, è costituito dalle foglie della pianta figlio, mentre il cerchio esterno è composto dalla “stampa” ottenuta con le foglie della pianta madre. La forma stessa del cerchio con all’interno un “centro” rievoca il ventre materno e il significato di armonia e origine, concetti insiti nell’idea stessa di maternità. Francesco Fossati con la sua Madonna col bambino – Ailanthus altissima non sorprende però soltanto per la rielaborazione in chiave “ecologica” di un’opera del passato, quanto soprattutto per il fatto di aver elaborato un’opera profondamente concettuale, reinterpretando e andando al di là del tema stesso della maternità e del topos della pittura, propri dell’opera di Mario Tozzi. Del resto gli elementi costitutivi dell’opera di Francesco Fossati – che non è un dipinto ma un ecoprint – sono i vegetali, i quali sono impiegati non soltanto quali forme e/o fonte “naturale” di colore, quanto quali reali portatori di contenuto e concetto. La pianta selezionata “Ailanthus altissima“, ripresa nel titolo del dipinto, è una specie infestante che, se raggiunge lo stadio adulto, è in grado di riprodursi naturalmente in maniera esponenziale, dando vita a una vastità di “piante figlio”. Tali piante sono note per essere in grado di svilupparsi e crescere in tutti quegli spazi lasciati incolti dall’uomo: aree verdi vicino a ferrovie, autostrade, dirupi, terreni sterili, incolti o impervi. Francesco Fossati con questo lavoro non solo sintetizza e reinterpreta la tradizione del passato – dall’armonia vegetale di Giuseppe Arcimboldo al simbolismo degli anni venti – ma riesce anche a indagare in modo critico e inedito temi attuali e controversi quali gli effetti di una crescita demografica e di un’urbanizzazione incontrollata”.