L’arte sacra può essere uno strumento “social” contro il razzismo: il caso del profilo Facebook di Don Antonio Spadaro

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L’arte sacra può essere uno strumento “social” contro il razzismo: il caso del profilo Facebook di Don Antonio Spadaro

In Italia in un momento di grave crisi – non solo polita ed economica – Don Antonio Spadaro, direttore della rivista dei gesuiti “La Civiltà Cattolica”, impiega l’arte sacra per aprire le menti e farci riflettere contro populismo e razzismo. Sul suo profilo (personale) Facebook da alcuni giorni condivide immagini sacre – antiche e non – accompagnate da preghiere e riferimenti alla Madonna come protettrice dei deboli e salvatrice dei naufraghi. E’ evidente il richiamo al Decreto sicurezza bis appena approvato per limitare molto la possibilità di soccorrere gli immigrati che cercano di raggiungere le coste italiane sui cosiddetti barconi.

Le immagini condivise negli ultimi giorni però, a differenza di altri post precedenti, non fanno riferimento in modo diretto al decreto appena approvato né a Salvini. Nonostante ciò stanno ugualmente incontrando critiche ( ma anche tanti apprezzamenti) riguardo al merito socio-politico. Diversi giornali hanno evidenziato del resto come la Chiesa e lo stesso Papa siano molto preoccupati per l’evolversi della scena politica europea e italiana: ieri Papa Francesco ha evidenziato come il populismo e il sovranismo siano una minaccia alla Pace. Tale atteggiamento critico sta dividendo il nostro Paese e il mondo cattolico in primis. Un interessante articolo del 6 agosto comparso su ilPOST scritto da Luca Misculin cerca di spiegare la strategia di Salvini sempre più legato – nella comunicazione – al palesare e impiegare in pubblico alcuni simboli cristiani dal crocifisso al rosario, ai riferimenti alla “Vergine”: il Ministro e leader della Lega starebbe cercando di compiacere e catturare le simpatie elettorali di una parte “estremista” e conservatrice della Chiesa e dei credenti.

Si legge nell’articolo che: “Per un non credente le dichiarazioni di Salvini possono sembrare generiche invocazioni per accattivarsi l’elettorato cattolico, ma da tempo vari pezzi del mondo della Chiesa sono convinti che Salvini si stia rivolgendo a una parte molto precisa dei cattolici italiani, interessata a promuovere un cattolicesimo conservatore, reazionario e tradizionalista, che negli ultimi anni è stata messa decisamente ai margini da Papa Francesco e dai suoi collaboratori” e ancora “la vicinanza tra la destra nazionalista e l’ala più conservatrice della Chiesa è un fenomeno visibile in vari paesi occidentali, e studiato da anni dagli osservatori delle cose vaticane. Oltre a un patrimonio condiviso di valori che vanno dalla difesa della cosiddetta “famiglia tradizionale” – cioè quella eterosessuale – a una generale ostilità verso i diritti civili, il loro è un rapporto di simbiosi. I conservatori dentro la Chiesa hanno bisogno di un appoggio politico per portare avanti le proprie istanze nelle sedi istituzionali.”

Il caso del profilo Facebook di Antonio Spadaro e della veemenza delle critiche di tanti “leoni da tastiera” ai suoi post mostra in fondo quanto pesi e quanto sia importante e utile questa “non approvazione” e/o “legittimazione” da parte della Chiesa (ufficiale) riguardo non solo al singolo provvedimento, ma più in generale al crescente populismo in Italia e in Europa.

Le critiche ai recenti post “più innocui” di Don Spadaro vanno però – per dovere di cronaca – ricollegati alla critica – aperta – fatta a Salvini negli scorsi giorni. Proprio l’immagine condivisa dal direttore di La Civiltà Cattolica è stata considerata (ripresa dai maggiori mass media italiani) tra le critiche più pesanti a Salvini. Spadaro il 6 agosto aveva invitato gli italiani – credenti e non – letteralmente alla “resistenza”, pubblicando l’immagine (di Mauro Biani) della Madonna con salvagente su un gommone in mezzo al mare che prega. Il direttore aveva anche commentato l’immagine condivisa con queste chiare e inequivocabili parole:  ‪<<Ha spiegato (la Madonna ndr) la potenza del Suo braccio, ha disperso i #superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i #potenti dai troni, ha innalzato gli #umili ; ha ricolmato di beni gli #affamati , ha rimandato i #ricchi a mani vuote”. #VergineMaria ‬>>.

Sempre Spadaro aveva infine completato la sua critica, twittando lo stesso giorno: “Questo è tempo di resistenza umana civile e religiosa”.

L’approccio, dopo le critiche, è cambiato solo nel modo: le critiche diretti a Salvini e alla Lega sono state “sostituite” dalla condivisione delle parole del Pontefice, di preghiere “specifiche” sul tema e delle immagini di Madonne che salvano naufraghi. Non rimane che continuare a “monitorare” e seguire il profilo e soprattutto le reazioni “social” per misurare la febbre populista italiana e capire l’efficacia di questa nuova “strategia” di comunicazione contro populismi, sovranismi e razzismo.