Quanta ACQUA si deve bere in gravidanza e durante l’allattamento?

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Quanta ACQUA si deve bere in gravidanza e durante l’allattamento?

Una donna deve assumere almeno 2 litri di acqua al giorno durante la gravidanza. La quantità di acqua da assumere aumenta durante l’allattamento.

La Prof.sa Anna Maria Marconi risponde a queste domande:

Quanta acqua c’è in noi? 

Quanto e cosa devo bere in gravidanza?

Quanto e cosa devo bere durante l’allattamento?

Vi consigliamo di bere acqua (del rubinetto) ed assumere molta verdura e frutta (attente però alla TOXOPLASMOSI).

Evitare e diminuire:

ALCOOL Leggi l’articolo “Meno alcolici, più figli!” →
BEVANDE ZUCCHERATE Leggi l’articolo “Dolci? Pericolose tentazioni in gravidanza” →
TEINA E CAFFEINA

 L’organismo è composto da massa grassa e massa magra: quest’ultima comprende muscoli, ossa, organi, tessuti e acqua. L’acqua rappresenta la componente principale non solo della massa magra [circa l’80%] ma anche della composizione corporea in toto di un individuo, senza differenze di genere né di età anche se, con il passare degli anni, la percentuale assoluta cambia in relazione all’età [nel neonato, l’acqua rappresenta circa il 70% del peso corporeo; nell’adulto circa il 60%] e quella relativa in base al sesso [la percentuale diventa più bassa nelle donne rispetto agli uomini]. L’acqua è fondamentale a tutti i livelli [atomico; molecolare; cellulare; sistemico] e rappresenta il solvente in cui hanno luogo le reazioni chimiche dei 4 elementi essenziali [ossigeno, carbonio, idrogeno e azoto].
Durante la gravidanza l’acqua totale, nella madre,  aumenta in modo significativo con aumento prevalente del compartimento extra cellulare che è rappresentato sia dal liquido interstiziale ma soprattutto dal plasma: questo aumento è presente già dalla 7° settimana di gravidanza e si stabilizza dalla 30°. Anche la componente intracellulare, che verosimilmente riflette le modificazioni degli organi materni come mammella e utero, aumenta ma in modo più graduale con un picco nel terzo trimestre quando la succulenza dei tessuti è massima. Per rendere meglio l’idea possiamo dire che la quantità assoluta di acqua nell’organismo materno passa da 39 litri circa a 10 settimane fino a 46 litri circa a 38. Tuttavia, poiché in gravidanza aumenta anche il peso corporeo, il rapporto tra i due rimane stabile e simile a quello della donna non in gravidanza.

Questo aumento progressivo dell’acqua corporea rende conto della graduale diminuzione dell’ematocrito cioè della percentuale del volume del sangue occupata dalle cellule [globuli rossi, bianchi e piastrine], che deve essere presente a testimoniare un buon adattamento dell’organismo materno alla gravidanza.

A termine di gravidanza la massa magra è la componente corporea materna che più si correla al peso del neonato e questa correlazione è verosimilmente mediata dall’aumento del volume plasmatico. Quindi: aumento dell’acqua corporea che determina l’aumento del volume plasmatico che a sua volta determina un aumento della gettata cardiaca e di riflesso l’aumento del flusso ematico uterino: il risultato è un neonato normo cresciuto.

Nelle sei settimane dopo il parto la massa grassa aumenta del 10% circa ed è verosimilmente la principale responsabile della ritenzione di peso dopo la gravidanza; l’acqua totale al contrario, diminuisce significativamente ed è quindi la principale responsabile della riduzione del peso corporeo post parto. Anche per questo motivo è raccomandabile che le mamme che allattano bevano almeno un bicchiere d’acqua ad ogni pasto e ad ogni poppata.

Nel feto l’acqua, espressa come percentuale del peso, pur rimanendo la componente principale della composizione corporea, diminuisce nel corso della gravidanza, essenzialmente a causa del relativo aumento della massa grassa. Ricordiamo che il feto umano a termine contiene il 16% di grasso.

 Anna Maria Marconi – Direttore Clinica Ostetrico Ginecologica, Ospedale San Paolo di Milano
Revisione – S.M. Frassà, Direttore “ama nutri cresci”