Un albero per Belgrado: l’arte di Carla Tolomeo, ponte tra popoli e generazioni, dopo Venezia e Milano approda in Serbia.

By 27 Novembre 2025Cultura

Carla Tolomeo, per tutti la signora delle sedie, impegnata in una fortunata mostra milanese – FORMAE da Gaggenau, insieme a Fulvio Morella e Franco Mazzucchelli – è protagonista di un’importante acquisizione internazionale: il suo Albero della Vita, ideato per il Museo Mocenigo a Venezia in occasione della Biennale 2024, il 2 dicembre entra infatti nella collezione permanente del Palazzo dell’Arte Madlena di Belgrado. In un momento in cui la Serbia e la capitale sono segnate da ingiustizie, tensioni e scontri sociali che rischiano di offuscarne la bellezza, l’arrivo dell’opera rappresenta un segnale concreto di dialogo tra popoli e generazioni, con e attraverso il bello.

Opere di Carla Tolomeo e Fulvio Morella in mostra a Milano da Gaggenau in Formae, a cura di Sabino Maria Frassà ©Cramum

L’Albero, costruito interamente da Carla Tolomeo nel suo studio con la collaborazione dei suoi storici assistenti, è un organismo monumentale composto da 1.225 pezzi, tutti realizzati a mano. L’opera è dedicata al Bahamut del Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges, il grande poeta che fu amico dell’artista per anni. Dai rami pendono frutti, sulle superfici si arrampicano tartarughe, atterrano pappagalli, sbocciano fiori tropicali e si celano serpenti, mentre tra le radici guizzano pesci: una fauna e flora rigogliosa, quasi mitica, che dà forma a un’allegoria dell’origine, della durata e del continuo rinnovarsi della vita.

Tolomeo interpreta questo universo con una gioiosa poesia intrecciata a una profonda sensibilità per il ciclo naturale, unendo nell’Albero della Vita immaginazione letteraria, ricchezza materica e simbolismo della trasformazione.

Particolare de “L’Albero della Vita” di Carla Tololemeo. Opere realizzate in vetro grazie alla collaborazione con Venini. Courtesy l’artista, Archivio Fotografico Venini.

L’opera è impreziosita dai tessuti di Bevilacqua, Fortuny, Cotonificio Veneziano e Pontoglio, realtà che da sempre sostengono il lavoro dell’artista. Tolomeo ha scelto il tessuto italiano in sostituzione dei colori che utilizzava quando dipingeva: lampassi, sete, jacquard, lini e broccati con passamanerie in seta e oro diventano la sua tavolozza tridimensionale. Gli stessi materiali abbelliscono anche le installazioni del teatro del Palazzo Madlena, confermando il legame profondo con il grande artigianato italiano e con un’idea di lusso colto, fatto di competenze e mani sapienti piuttosto che di ostentazione.

Alla costruzione del bestiario dell’opera ha contribuito Venini, che ha realizzato in vetro di Murano gli animali concepiti dall’artista, seguendo fedelmente i suoi disegni. La trasparenza del vetro dialoga con la morbidezza dei tessuti e rende l’Albero un dispositivo visivo complesso, in cui luce, materia e forma partecipano alla stessa narrazione.

Dal 1997 Carla Tolomeo realizza arte attraverso il tessuto, caso pressoché unico nel panorama internazionale. Ha collaborato con grandi maison come Hermès e Blumarine, ha creato suite per l’Hotel Le Meurice di Parigi e lavora da anni con Formitalia e Superstudio. Le sue opere si trovano in musei e presso galleristi italiani e stranieri (Contini, Tornabuoni, Artion, Galleria del Paseo, Coffa) e sono state ospitate dal Museo Sheremetev a San Pietroburgo, dal Musée Hermès, dal Museo d’Arte Contemporanea di San Paolo del Brasile, dalla Fondazione Barracca di Miami e, oggi, nel Palazzo dell’Arte Madlena a Belgrado, dove l’Albero diventa uno dei fulcri simbolici della collezione, grazie anche alla visione della padrona di casa, Madlena Zepter.

Questo approdo serbo si inserisce in un momento particolarmente felice della carriera dell’artista: da un lato la forte visibilità italiana, testimoniata dalla presenza in FORMAE a Milano, dall’altro il consolidarsi di un collezionismo e di un mecenatismo internazionale che riconoscono nell’opera di Tolomeo un ponte naturale tra arte, design e artigianato d’eccellenza.

L’Albero della Vita è anche un manifesto di trasformazione ed ecosostenibilità. Tutto il percorso di Carla Tolomeo si fonda sull’idea di vedere nel continuo mutamento – dal residuo alla bellezza, dal nulla all’arte – il senso profondo della creatività. È un messaggio ecologico e culturale allo stesso tempo: se non impariamo a trasformare ciò che avanza, il mondo finirà sommerso dagli scarti della cosiddetta civiltà.

In questa prospettiva, l’Albero rappresenta una metafora dell’esistenza in perenne evoluzione: un mondo che si rigenera, cambia e perdura in un equilibrio sempre da ricostruire tra natura e arte. Che a portare questo messaggio, da Milano a Belgrado, sia proprio la “signora delle sedie” – con le sue forme barocche, ironiche e profondamente umane – è forse il segno più convincente di come il bello possa ancora farsi linguaggio comune, contro ogni frattura sociale.

Ritratto di Carla Tolomeo

In copertina “L’Albero della Vita” così come fu allestito a Museo Mocenigo a Venezia