
Quattro protagonisti della scena artistica internazionale — Roberto Cuoghi, Gelitin, Luigi Ontani e Paola Pivi — sono al centro di This is life, progetto di Karma Culture Brothers che indaga, attraverso quattro visioni autonome, il nostro rapporto con la libertà.
L’appuntamento è fissato per lunedì 4 maggio 2026 al Teatro Goldoni di Venezia, in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. L’evento segna la prima presentazione pubblica delle opere video realizzate dai quattro artisti, insieme al video musicale ufficiale del brano This is life.
La serata si apre con un aperitivo nel foyer offerto da Bosca, seguito da un intervento introduttivo di Pier Paolo Pancotto. Karma Culture Brothers eseguirà quindi il brano, dando avvio alla proiezione delle opere e del video musicale. A seguire, i lavori continueranno a essere presentati in loop, permettendo una fruizione libera, stratificata, non lineare.
Alla base del progetto vi è un’esperienza personale che si apre a una riflessione universale: l’incontro del musicista, anni fa in India, con un giovane schiavo all’interno della casa di familiari tibetani. Un episodio tanto breve quanto sconvolgente, che ha lasciato un senso persistente di impotenza di fronte alla negazione della libertà. Da questa ferita nasce This is life (2020), e da qui prende forma l’invito rivolto agli artisti: tradurre in immagini, ciascuno secondo il proprio linguaggio, una risposta possibile a quella esperienza.
Le quattro performance sono state concepite in totale autonomia, senza confronto preventivo, e si configurano come opere indipendenti e al tempo stesso interconnesse: ciascuna completa in sé, ma parte di una composizione più ampia che nel video musicale le intreccia e le mette in relazione.
Nel suo intervento, Cuoghi trasforma un’urna funeraria in una grande palla all’uncinetto, affidata al gioco di bambini all’Idroscalo di Milano: un passaggio da oggetto rituale a dispositivo ludico e condiviso. Gelitin ambienta la propria azione nella campagna austriaca, dove la materia si altera e si ibrida — zucchero, pelle, corpi — in una dimensione di metamorfosi continua che richiama la paidia, il gioco libero e primario. Ontani indossa la maschera ARTEmadeAsia(2001), realizzata a Bali con l’artigiano I Wayan Sukarya, incarnando una Artemide Efesia all’interno del Tempio di Diana a Villa Borghese: un gesto di identificazione e trasfigurazione. Pivi costruisce infine una grande stella con sacchi neri e invita donne e ragazze a corrervi attorno, saltandola in un movimento circolare e incessante, tra energia collettiva e ritualità.
Le performance sono state filmate da Hugo Glendinning. Il brano include contributi musicali di Mattheu Grange(armonica) e Nicolò Arioli (chitarra elettrica).
L’idea di presentare This is life al Teatro Goldoni nasce da Pancotto, che ha reso possibile l’attivazione di questo spazio storico per il debutto del progetto e ne accompagnerà la presentazione con un testo critico dedicato.