
Fino al 16 ottobre 2025 Palazzo Lombardia ospita “LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO”, il nuovo progetto espositivo di Fulvio Morella e Franco Mazzucchelli a cura di Sabino Maria Frassà, di cui vi riproponiamo il testo critico integrale.
Promossa da Cramum e Regione Lombardia nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra si sviluppa nello Spazio N3 di Palazzo Lombardia, nel cuore di Milano.
Sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, l’esposizione propone un dialogo inedito tra due protagonisti dell’arte contemporanea italiana, trasformando il gioco in esperienza estetica e inclusiva.
PALAZZO LOMBARDIA – SPAZIO N3, MILANO – Piazza Città di Lombardia, 1, 20124 Milano MI
Mostra: 18 settembre – 16 ottobre 2025
Orari: lunedì – venerdì, 10:00 – 19:00 Ingresso gratuito
LUDI: due maestri, un solo gioco.
Sabino Maria Frassà – testo critico Mostra LUDI – l’arte è un abbraccio” di Fulvio Morella e Franco Mazzucchelli
A quarant’anni dalla storica collaborazione tra Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, due protagonisti della scena artistica contemporanea italiana, Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella danno vita, a Palazzo Lombardia di Milano, a LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO, un progetto artistico inedito, nato da una profonda amicizia personale e da una comune visione dell’arte come strumento di relazione, conoscenza e condivisione. LUDI si inserisce all’interno del ciclo “I limiti non esistono”, dedicato a celebrare, attraverso l’arte, i temi dell’inclusione, della resilienza e del superamento delle barriere, in vista e in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
LUDI non è una semplice mostra di due artisti, ma un progetto organico e unitario, sviluppato intorno al concetto di ludus: la parola latina che indica tanto il gioco quanto la scuola. Riprendendo l’antica idea – già cara a Platone e ai Romani – che il gioco possa essere non solo svago ma anche formazione, Mazzucchelli e Morella propongono un’arte che con gioia coinvolge, educa e crea coesione. Come affermava Platone ne Le Leggi: “Non bisogna mai educare i giovani senza il gioco. Se si impara giocando, la lezione si imprime più a fondo” (Le Leggi, VII, 803c). E come ribadiva Maria Montessori: “Il gioco è il lavoro del bambino” (La scoperta del bambino, 1907).
Ma la forza di LUDI e della ricerca da cui è scaturita è l’essere intragenerazionale, rivolgendosi anche a chi bambino, anagraficamente, non lo è più. Attraverso l’arte, Mazzucchelli e Morella vogliono risvegliare quella dimensione ludica spesso repressa nella vita adulta, riconoscendo il gioco come motore di creatività, libertà e connessione. In questa intenzione risuona l’eco di Johan Huizinga, pedagogo, filosofo e storico della cultura olandese, che nel 1938, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, denunciava come la perdita del gioco libero rischiasse di portare al degrado della cultura e all’impoverimento della vita umana. Scriveva infatti: “Il gioco è più antico della cultura, poiché la cultura, pur presupponendo sempre la società umana, non presuppone il gioco, mentre il gioco è presente ovunque vi sia vita. Anche l’arte è nata nel gioco ed è ancora un gioco” (Homo Ludens, 1938, cap. I).
LUDI nasce dunque da questa visione condivisa: l’arte come esperienza formativa, rigenerante e partecipativa, capace di creare connessioni profonde e di liberare energie creative spesso sopite.
Il progetto trova numerose assonanze con la celebre collaborazione tra Warhol e Basquiat, in particolare con l’opera Olympic Rings (1985), realizzata per celebrare le Olimpiadi di Los Angeles 1984: un evento carico di valori universali come inclusione, fratellanza tra i popoli, eccellenza e rispetto. Come allora Warhol e Basquiat partivano da un simbolo condiviso per intrecciare i loro linguaggi, così Mazzucchelli e Morella scelgono l’ovale come punto di partenza comune. Tuttavia, se Warhol e Basquiat lavoravano su un logo – decostruendolo e sovvertendolo – Mazzucchelli e Morella vanno oltre: non reinterpretano un segno grafico, ma danno forma ai valori autentici delle Olimpiadi e dei Ludi, celebrando inclusione, gioia, collaborazione e superamento dei limiti.
L’arte “congiunta” di Mazzucchelli e Morella non si limita a rappresentare: invita il pubblico a entrare nel ludus stesso, a diventare parte attiva del gioco artistico. Attraverso sculture gonfiabili o lignee, superfici tattili e forme aperte all’interazione, i due artisti costruiscono uno spazio partecipativo, in cui lo spettatore non è osservatore passivo, ma protagonista del gioco creativo.
Le opere di LUDI non sono semplicemente in dialogo tra loro: sono concepite insieme, nate da un reale processo di collaborazione creativa, durato due anni. Mazzucchelli, maestro dei gonfiabili in PVC, e Morella, noto per l’uso del legno tornito e del Braille, mettono a disposizione del progetto le rispettive eccellenze tecniche, senza competere, ma riconoscendo e valorizzando reciprocamente il talento dell’altro. L’amicizia nella cultura e nell’arte, spesso sottotraccia, emerge qui come una forza potente che permea l’intero progetto, rendendo ogni opera un gesto di fiducia e sostegno reciproco.
Mazzucchelli, pioniere dell’arte ambientale e sociale fin dagli anni Sessanta, utilizza il PVC gonfiabile per creare strutture leggere e mobili, capaci di trasformare lo spazio e stimolare la partecipazione fisica del pubblico. Le sue installazioni, eredi degli storici Abbandoni, sono pensate per riattivare lo stupore e il coinvolgimento diretto. Morella, maestro nella lavorazione del legno, porta nella mostra la sua straordinaria perizia nella tornitura manuale e nell’uso del Braille, trasformando la materia in superficie accessibile e multisensoriale. La sua ricerca oltrepassa i confini tra arte e design, ponendo al centro il tatto, l’esplorazione e l’inclusione sensoriale.
Per entrambi, l’interazione con il pubblico non è un accessorio, ma un principio fondativo: l’opera esiste pienamente solo quando viene vissuta, toccata, abitata, condivisa. È da questa interazione che un oggetto fisico trova la forza per diventare opera. La partecipazione attiva dello spettatore, il coinvolgimento fisico ed emotivo, la stimolazione simultanea di più sensi – vista, tatto, movimento – sono quindi elementi centrali e consapevoli del loro percorso artistico.
Insieme, Mazzucchelli e Morella modellano forme primarie e superfici vive, costruendo opere che non si contemplano soltanto, ma si esplorano: da toccare, attraversare, interpretare con corpo, occhi, mani e cuore. LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO è così un progetto raro e innovativo, in cui l’amicizia personale si fa gesto creativo, e l’arte diventa il luogo in cui eccellenza individuale e apertura all’altro convivono e si esaltano reciprocamente, senza mai sovrapporsi, senza mai sopraffare.
Un inno alla collaborazione, alla gioia, alla bellezza dell’incontro.











