
Sembrano cento ghiaccioli colorati, alcuni persino belli e invitanti. Ma al loro interno si distinguono plastica, terra, mozziconi, residui oleosi, insetti e altri rifiuti. Non è una provocazione simulata: ciò che vediamo proviene davvero dalle acque inquinate di Taiwan. Nel 2017 tre studenti di Visual Communication Design della National Taiwan University of Arts, Hung I-chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-ti, trasformano il proprio progetto di laurea in una delle immagini più efficaci dell’inquinamento contemporaneo. Nasce 100% Polluted Water Popsicles, in cinese 100%純污水製冰所: cento ghiaccioli ottenuti da cento campioni d’acqua raccolti in differenti punti dell’isola, tra fiumi, porti, spiagge, canali e sistemi di drenaggio.
Il procedimento è parte integrante dell’opera. I tre autori percorrono Taiwan raccogliendo l’acqua contaminata e tutto ciò che contiene. I campioni vengono congelati nella forma familiare del ghiacciolo; poiché il ghiaccio non sarebbe naturalmente conservabile, vengono poi riprodotti in scala 1:1 utilizzando resina poliestere trasparente, capace di rendere permanenti anche i residui e i rifiuti sospesi.
Nascono così cento piccoli reperti dell’Antropocene.
Sabino Maria Frassà. 30 agosto 2026
La componente artistica, però, non risiede semplicemente nell’avere trasformato l’acqua sporca in scultura. Il vero dispositivo concettuale è il contrasto fra forma e contenuto. Il ghiacciolo appartiene all’immaginario dell’infanzia, dell’estate, del piacere, del colore. È qualcosa che istintivamente desideriamo avvicinare alla bocca. Qui quello stesso oggetto contiene invece ciò che abbiamo gettato nell’ambiente.
Gli autori progettano inoltre per ogni esemplare una confezione specifica, costruendo una sorta di inquietante linea commerciale. Il packaging utilizza il linguaggio seduttivo del design e del consumo mentre ciò che contiene lo contraddice. In alcune classificazioni, anche gli elementi grafici e cromatici vengono messi in relazione con il luogo e il grado di contaminazione del campione. 100% Polluted Water Popsicles supera in questo modo la semplice campagna ambientalista e diventa interessante come opera. I tre giovani autori non si limitano, infatti, a rappresentare l’inquinamento: lo fanno entrare nei codici attraverso cui costruiamo il desiderio. Trasformano lo scarto in prodotto, il disgustoso in seducente, il problema invisibile sotto la superficie dell’acqua in qualcosa che vorremmo quasi mangiare. Il progetto si colloca così in una zona di confine tra arte concettuale, design, comunicazione visiva e cultura pop. Non ci dice soltanto che l’acqua è contaminata. Ci costringe a sperimentare fisicamente una contraddizione: prima siamo attratti dall’oggetto, poi scopriamo che cosa contiene.
La domanda alla base del lavoro è semplicissima: se è bello, significa necessariamente che è buono?
Il progetto viene presentato nel 2017 alla Young Designers’ Exhibition del Taipei World Trade Center e riceve attenzione anche nell’ambito dello Young Pin Design Award, raggiungendo rapidamente la stampa internazionale. Cinque anni dopo accade qualcosa di ancora più interessante. Nel gennaio 2022, uno dei ghiaccioli arriva sulla copertina di Vogue Taiwan all’interno di Heat Wave, servizio dedicato alla sostenibilità fotografato da Zhong Lin con la modella Peng Chang. Vogue accredita il servizio a Leslie Sun come Editor in Chief, Zhong Lin alla fotografia, Joey Lin alla direzione moda e WenChing Yu alla progettazione degli elementi scenografici; il magazine ringrazia inoltre esplicitamente la National Taiwan University of Arts e 100% Polluted Water Popsicles.
L’operazione chiude quasi perfettamente il cerchio.
Un oggetto nato nel 2017 per imitare un prodotto di consumo entra cinque anni dopo in Vogue, uno dei luoghi simbolici attraverso cui la cultura contemporanea costruisce e diffonde il desiderio. Nella fotografia Peng Chang porta il ghiacciolo verso la bocca, mentre intorno a lei Heat Wave mette in scena un ambiente degradato, segnato da rifiuti e da una natura ormai alterata dall’uomo. La moda, in questo caso, non annulla l’opera: ne amplifica il paradosso. La fotografia è bellissima. La modella è bellissima. Anche il ghiacciolo continua, paradossalmente, a essere bello.
Solo che adesso sappiamo cosa contiene. Ed è forse questa la forza maggiore di 100% Polluted Water Popsicles: non chiederci semplicemente di guardare l’inquinamento, ma metterci davanti al rapporto ambiguo che abbiamo con ciò che produciamo, consumiamo e infine gettiamo via. Perché il nostro rifiuto non scompare quando smettiamo di guardarlo. Prima o poi può tornare davanti a noi. Magari sotto forma di qualcosa che desideriamo.
E allora: lo mangeresti?
Link e crediti utili
Progetto: 100% Polluted Water Popsicles / 100%純污水製冰所
Instagram ufficiale del progetto: @polluted_water_popsicle
Autori: Hung I-chen, Guo Yi-hui, Cheng Yu-ti
Anno: 2017
Università: National Taiwan University of Arts
Tecnica: campioni d’acqua contaminata congelati e successivamente riprodotti/preservati in resina poliestere trasparente.
Vogue Taiwan, Heat Wave
Gennaio 2022
Fotografia: Zhong Lin — @zhonglin_
Modella: Peng Chang — @cchang_____
Editor in Chief: Leslie Sun — @sunles
Prop Designer: WenChing Yu — @wen__ching__
Pagina ufficiale Vogue Taiwan: VOGUE January cover — sustainability story



