L’ARTE IN PRIMA PERSONA – Kaori Kurihara

By 17 Agosto 2026CRAMUM, Cultura

Per Kaori Kurihara la ceramica non è semplicemente una materia da plasmare: è uno spazio in cui natura e immaginazione possono generare forme che ancora non esistono. Frutti, fiori e organismi vegetali diventano il punto di partenza per un universo sospeso tra realtà e sogno, dove precisione tecnica e libertà creativa convivono e ogni opera sembra dotata di una propria, sorprendente vitalità.

Realizzate interamente a mano, senza stampi né assistenti, le sue sculture nascono da un dialogo continuo con la materia: forma e colore non vengono imposti, ma emergono attraverso l’ascolto delle possibilità della ceramica, trasformando il fare artistico in una riflessione sul rapporto tra volontà, natura e creazione.

L’intervista a Kaori Kurihara segna una nuova tappa de L’ARTE IN PRIMA PERSONA, progetto promosso da Schiavi SpA insieme a CRAMUM, sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassà.

Sabino Maria Frassà (SMF): Hai lasciato il Giappone per Parigi: come mai?

Il mio trasferimento in Francia e il mio interesse per la ceramica francese sono due cose distinte. Da bambina, scoprii che il mio negozio preferito di bottoni e perline aveva origine in Francia, e da allora questo paese è diventato un luogo da sogno per me. Volevo poter fare ciò che amo nel paese che amo, ed è per questo che sono qui. Solo dopo il mio arrivo ho capito che la Francia, con il suo profondo apprezzamento per l’arte e la libertà di espressione individuale, era un luogo stimolante per intraprendere e sviluppare una carriera artistica. Qui l’arte è parte integrante della società e questo mi ha permesso di trovare il mio spazio e concentrarmi sulla creazione.

SMF: Le tue sculture ricordano elementi naturali, ma raramente raffigurano frutti o piante reali. Cosa ti spinge a creare queste forme ibride, sospese tra realtà e immaginazione?

Non mi interessa riprodurre fedelmente forme esistenti. Piuttosto che cercare di realizzare qualcosa il più possibile vicino a una forma reale, cerco di esplorare un confine misterioso tra ciò che esiste e ciò che non esiste nella memoria. Anche se una forma non esiste nella realtà, per me è importante creare la sensazione che abbia una presenza vitale, che trasmetta un senso di vita nel suo spazio.

SMF: Perché non rappresenti mai forme umane e animali?

Gli animali si muovono seguendo la propria volontà e non sono simmetrici rispetto a un punto, ma piuttosto rispetto a una linea. Le piante, invece, per quanto ne sappiamo, non agiscono secondo una volontà propria, ma sembrano svilupparsi rispettando un ordine naturale, crescendo in direzioni dettate dall’efficienza materiale e dall’ambiente che le circonda. La loro capacità di adattarsi e muoversi in modo efficiente è ciò che le rende vive, ed è da questo stato di vitalità che, a mio avviso, nasce la bellezza.

Photo de famille 2024
Photo de famille 2024
SMF: La bellezza nasce quindi da un’assenza di volontà?

Proprio come un attore incorpora la volontà di altri nel suo ruolo, credo che quando creiamo qualcosa in uno stato di coscienza privo di volontà personale, lasciando che la forma emerga naturalmente, possiamo generare oggetti che sembrano crescere in armonia con il loro ambiente, proprio come le piante. Naturalmente, il semplice fatto di riflettere su questo processo è già un atto intenzionale, quindi delle contraddizioni esistono sempre. Tuttavia, per me è essenziale cercare di mantenere questa assenza di volontà cosciente durante la creazione, ed è per questo che scelgo di non rappresentare gli animali.

SMF: Cosa raccontano le tue forme fantastiche?

Un sogno a occhi aperti. Da sempre, con il mio lavoro, desidero trasmettere la sensazione di qualcosa di vivo, attraversato da una propria energia vitale. Con le mie forme cerco di esprimere la meraviglia e il bagliore che si propaga dalla presenza del vivente. Così come avviene nella natura e nelle piante, desidero creare qualcosa di profondamente connesso a essa. Se il mio lavoro può diventare un elemento di serenità e conforto per qualcuno, questa sarebbe per me un’ulteriore fonte di gioia: far vivere un sogno.

“Haute couture botanique” 2024
“Haute couture botanique” 2024
SMF: Le tue sculture in ceramica sono incredibilmente dettagliate e raffinate. Potresti raccontarci di più sulla tua tecnica?

Per prima cosa, realizzo a mano la forma di base utilizzando la tecnica del colombino, poi preparo separatamente i piccoli elementi di dettaglio superficiale. Successivamente, li applico uno per uno per comporre il pezzo. Una volta eseguita la prima cottura del biscotto, applico i colori con ingobbi e smalti utilizzando un pennello. Dopo la cottura dello smalto, aggiungo la doratura e l’argentatura, completando l’opera con una terza cottura a temperatura più bassa. In ogni fase del processo, decido forma e colore ascoltando la “volontà del pezzo”. Seguo ciò che ho davanti a me, è l’opera stessa a guidarmi, ed è così che procedo.

“Fruit embaumant la nuit” 2024
“Fruit embaumant la nuit” 2024
SMF: Come hai sviluppato questo approccio alla ceramica?

L’impulso iniziale per creare questa serie è nato dal mio interesse per la forma del durian (ndr: un grande frutto tropicale originario del Sud-Est asiatico) quando ero studentessa. All’epoca, non capivo esattamente perché fossi attratta da certe forme, ma con il tempo ho realizzato che la mia attrazione era rivolta soprattutto alle strutture basate sulla sequenza di Fibonacci e la sezione aurea nella natura. Anche se il mio lavoro ha una forte componente visiva, il mio desiderio principale è creare quella sensazione estetica armoniosa che la natura mi trasmette, reinterpretandola a modo mio.

SMF: Quanto è importante il lavoro manuale in ogni fase della tua pratica?Realizzo tutta la produzione personalmente. Il lavoro manuale è fondamentale per me. I miei motivi traggono ispirazione dalla natura. In particolare, con le piante, sebbene molte foglie e petali ripetuti sembrino uguali, in realtà non ce ne sono mai due completamente identici. Credo che sia proprio questo a farli apparire così naturali ai miei occhi, ed è per questo che realizzo ogni pezzo a mano, senza usare stampi. Vivo seguendo un ritmo naturale e cerco di non imporre una volontà precisa quando realizzo parti ripetitive, in modo che emergano in modo spontaneo. Al momento non ho assistenti, perché voglio sentire questa dimensione del “naturale” direttamente nelle mie mani mentre creo.

Camélia dansant le matin” 2024
Camélia dansant le matin” 2024

L’intervista a Kaori Kurihara segna una nuova tappa di L’ARTE IN PRIMA PERSONA, progetto promosso da Cramum insieme a Schiavi SpA, con ideazione, concept e direzione creativa di Sabino Maria Frassà.