La sanità torni allo Stato? Le ragioni del no spiegate dal Professor Enrico Ferrazzi

By 2 Aprile 2020Salute
Prof. Enrico Mario Ferrazzi

“Sconvolgere l’articolazione regionale della Sanità finirebbe per essere una tragedia nazionale. Bisognerebbe forse piuttosto recuperare la proposta di commissariare le Sanità regionali non in grado di mantenere i livelli minimi di assistenza ai costi standard delle regioni “virtuose” … Una sanità nazionale così com’era prima della riforma a favore della sanità regionale sarebbe un disastro per le Regioni virtuose e un invito a continuare nella via – sbagliata dei costi eccessivi , sprechi e della disorganizzazione – delle sanità regionali meno virtuose”. Professor Enrico Mario Ferrazzi

Milano 2 aprile 2020 – Il Professor Enrico Ferrazzi è stato da noi interpellato riguardo all’auspicio espresso da Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, che la sanità torni allo Stato dal momento che “a seconda della qualità del sistema regionale che trovi, rischi di avere una speranza di vita differenziata”.

Enrico Ferrazzi è d’accordo solo sulla constatazione dell’eterogeneità della sanità in Italia, ma critica apertamente tale proposta, sostenendo che centralizzare la sanità comporterebbe un pericoloso livellamento al basso anti meritocratico: “A mio parere anche nell’urgenza da coronavirus il problema vero è comprendere quali siano stati i reali livelli di intervento del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e quali quelli organizzativi articolati per Regioni dalle sanità regionali. Dopo l’influenza H1N1 nulla è stato fatto per predisporre da parte della Protezione Civile modelli di intervento, come lo stoccare risorse ad hoc. Non è accettabile che la Lombardia sia stata lasciata sola e che solo 10 giorni fa si siano allocate risorse sulle Regioni del Nord: questo andava fatto all’inizio dell’emergenza. I medici del Centro-Sud avrebbero ad esempio così imparato sul campo e il Sistema Sanitario Regionale coordinato centralmente avrebbe dislocato risorse nelle aree più bisognose a seconda dell’evoluzione del contagio. Ci lamentiamo dell’Europa, ma cos’ha fatto l’Italia per le Regioni affette del Nord, se non leggere disordinatamente bollettini di guerra a mezzo stampa? Gli ospedali estesi a Bergamo e Milano nascono in larga misura da iniziative prese sul territorio e con fondi locali o privati. Questi i tanti errori strategici “centrali” su cui fare delle riflessioni. Sconvolgere l’articolazione regionale della Sanità finirebbe per essere una tragedia nazionale. Bisognerebbe forse piuttosto recuperare la proposta di commissariare le Sanità regionali che non in grado di mantenere i livelli minimi di assistenza ai costi standard delle regioni “virtuose”. Il Ministero dovrebbe perciò avere il potere di controllare l’organizzazione e i criteri di spesa di tutte le Regioni, intervenendo in modo energico e tempestivo allorché si manifestino situazioni patologiche a livello organizzativo e quindi sanitario locale. Quindi l’intervento dovrebbe essere post-hoc e non ante-hoc. Una sanità nazionale così com’era prima della riforma a favore della sanità regionale sarebbe un disastro per le Regioni virtuose e un invito a continuare nella via sbagliata dei costi eccessivi, sprechi e della disorganizzazione delle sanità regionali meno virtuose”.

Il professor Ferrazzi conclude riflettendo che “per i grandi partiti tale proposta significherebbe riportare al centro il grande potere economico e di nomina e quindi è un pericoloso tentativo di verticalizzare nuovamente il ruolo dei partiti sul territorio. Cosa che al momento è andata scemando, con un’evidente crisi identitaria di alcuni partiti. Detto ciò non è questo il momento di decisioni da prendere sull’onda emotiva della tragedia. Il futuro andrà progettato dopo avere capito dove si poteva fare meglio e come. Capiamo la necessità della politica di rendersi visibile, ma come dice qualcuno “non stiamo scrivendo gli slogan pubblicitari delle prossime elezioni, i partiti sono chiamati a scriver la storia. Ci pensino bene!”

Le dichiarazioni del Professor Enrico Ferrazzi sono state rilasciate a titolo personale.