Skip to main content

L’arte è di tutti. A Milano i quadri-scultura di Fulvio Morella sono un’esperienza artistica a 360 gradi.

By CRAMUM

A Milano ha aperto i battenti l’innovativa mostra “Pars Construens” curata da Sabino Maria Frassà e dedicata ai quadri-scultura di Fulvio Morella. Fino al 25 febbraio sarà possibile vedere al Gaggenau DesignElementi Hub queste opere che riflettono sul significato di progresso e futuro attraverso il legno tornito unito al metallo, all’architettura, all’archeologia e alla scrittura in braille a 200 anni dalla sua ideazione. “L’arte può e deve essere di tutti, perché ognuno di noi è semplicemente unico e diverso nel modo in cui vive il mondo che ci circonda”. Con queste parole l’artista introduce la mostra che è la prima tappa del progetto artistico “Blind Wood” in cui la scrittura in braille da un lato diventa elemento decorativo, dall’altro è la chiave per comprendere e interpretare le forme delle opere solo a prima vista astratte. In realtà tutti i quadri scultura in mostra rileggono in ottica contemporanea noti monumenti, luoghi storici e simboli di un’antichità ancora viva ai giorni d’oggi: dagli Anfiteatri di Milano, Catania e Lucca, al Pantheon, all’Arena di Verona alle rosse cupole di Palermo. Il braille diventa così il ponte che unisce il passato al futuro, facendo comprendere come i limiti siano i punti di partenza per crescere. “Il progresso è assimilazione” ripete l’artista e le sue opere sono un raccontano multisensoriale, olistico e inclusivo su come l’umanità evolva in modo corale, assimilando e rielaborando il proprio passato, senza mai negarlo né cancellarlo del tutto.

L’origine del titolo della mostra Pars construens è da ricercarsi nella nota locuzione latina impiegata per la prima volta da Bacone nel XVI secolo per indicare un’attitudine costruttiva e propositiva nell’affrontare ogni aspetto dell’esistenza.  Come spiega il curatore Frassà “Morella impiega la storia dell’architettura e del braille per mostrarci l’attualità della riflessione del filosofo inglese Bacone, per cui nell’uomo coesistono una “pars destruens”, che critica e demolisce, e una “pars construens” in grado di discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ovvero di elaborare il passato e ciò che ci circonda per farne qualcosa di nuovo. Le nostre città sono del resto frutto di una stratificazione architettonica, di un’operazione secolare di assimilazione integrativa, che i più ignorano: dalle piante delle città di origine romana, alle chiese costruite sui templi pagani, alle chiese costruite su altre chiese precedenti, agli edifici costruiti con il materiale degli edifici preesistenti. Fulvio Morella realizza così opere che celebrano i luoghi-simbolo: il ciclo degli anfiteatri (Verona, Milano, Lucca e Catania) ma anche i luoghi di culto rivissuti nei secoli (dal Pantheon alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti a Palermo)”.

L’importanza “dell’altro” e di “ciò che ci circonda” è il fulcro della mostra di Morella. L’artista introduce questo concetto nel suo lavoro in modo esplicito attraverso il braille, che per la prima volta compare nelle sue opere a fianco del legno tornito e delle superfici metalliche che hanno caratterizzato le opere precedenti. Solo attraverso la lettura delle “decorazioni in braille”, stampate in 3D su tutte le opere, si potrà comprendere cosa rappresentino realmente. Queste opere multisensoriali potranno essere così pienamente comprese solo attraverso la condivisione dei linguaggi (visivo, tattile e braille) e, come ripete sempre l’artista, “aiutandosi gli uni con gli altri. Perché le mie opere premiano la diversità, anche fisica. Il futuro, del resto, non è mai autoreferenziale e non nasce da un ripiegarsi su noi stessi, quanto dal dialogo con ciò che è diverso nel tempo e nello spazio”.

Art Agenda, 11 ottobre – 25 febbraio, Pars Construens, personale di Fulvio Morella al Gaggenau DesignElementi di Milano

By CRAMUM, Eventi

Al via lunedì 11 ottobre 2021 a Milano “Pars Construens”, personale di Fulvio Morella a cura di Sabino Maria Frassà presso il Gaggenau DesignElementi Hub di Milano.

“Pars Construens” è la prima parte dell’inedito progetto artistico “Blind Wood” con cui Fulvio Morella ha ripensato la scrittura in braille, di cui ricorre nel 2021 il bicentenario dall’ideazione. Il risultato sono “quadri-scultura” di legno tornito e metallo in cui la scrittura in braille viene impiegata da un lato come elemento decorativo, dall’altro come chiave per comprendere e interpretare forme solo a prima vista astratte, ma che rileggono in ottica contemporanea noti monumenti, luoghi storici e simboli di un’antichità ancora viva ai giorni d’oggi: dall’Anfiteatro di Milano, all’Arena di Verona alle rosse cupole di Palermo.
Fulvio Morella offre così un’originale riflessione sul concetto di progresso e su come l’umanità evolva in modo corale, assimilando e rielaborando il proprio passato, senza mai negarlo né cancellarlo del tutto.

Dall’11 ottobre 2021 al 25 febbraio 2022 (chiusura dal 23 dicembre al 9 gennaio)
lunedì-venerdì ore 10.00 – 18.30
Gaggenau DesignElementi Hub
Corso Magenta 2 (cortile interno), Milano

Visite aperte al pubblico nel rispetto delle norme sanitarie vigenti e solo su appuntamento previo contatto email o telefonico:
E-mail: gaggenau@designelementi.it
T. +39 02 29015250 (interno 4)
Per informazioni sulla mostra: infocramum@gmail.com
Crediti fotografici: ©Francesca Piovesan, Courtesy l’artista, Cramum e Gaggenau

Fabio Sandri e la sua opera che racchiude tre mesi di vita

By CRAMUM

Giovedì 23 settembre si è chiusa la mostra “IO | N” di Fabio Sandri al Gaggenau DesignElementi Hub di Milano. Cramum e Gaggenau, promotori della mostra, hanno deciso di condividere sui social l’opera fotografica “NOI – Incarnato” che racchiude “fisicamente” tre mesi di vita nello showroom. Come spiega l’artista “l’opera è tecnicamente l’inversione digitale in positivo dell’impronta analogica catturata sulla carta fotosensibile. Il risultato è una stratificazione delle immagini e dello spazio di 3 mesi e mezzo di vita: ovvero in essa chiunque sia stato nello spazio ha lasciato più o meno consapevolmente un segno”. L’opera perciò è il frutto-racconto stesso della mostra.

Il curatore della mostra Sabino Maria Frassà aggiunge che: “Fabio Sandri trasforma la fotografia da rappresentazione di un istante a racconto dello scorrere del tempo. Il risultato di questa lunghissima esposizione è un’opera in cui è impossibile riconoscersi, una sorta di selfie negato. Chiunque abbia vissuto lo Spazio ha lasciato un’impronta ed è stato fissato dalla luce sulla carta. L’immagine finale risulta così essere un’immagine corale e sintetica in cui nessuno si riconosce ma in cui ci siamo tutti … Noi. Fabio Sandri ci fa così riflettere ancora una volta su chi siamo realmente … immortali granelli di sabbia”.

Cramum e Gaggenau confermano con questa opera il proprio impegno a favore della ricerca artistica volta a mostrare la “extraordinarietà” del Mondo in cui viviamo e che spesso ignoriamo.

I 700 anni dalla morte di Dante e il Covid nell’opera BATEA di Fulvio Morella

By CRAMUM, Cultura

Il 14 settembre ricorrono i 700 anni della scomparsa del sommo Poeta Dante Alighieri. Cramum celebra questa ricorrenza raccontando in anteprima l’opera inedita “Batea” di Fulvio Morella, a breve in mostra al Gaggenau DesignElementi di Milano. Strano a dirsi, ma il lockdown e la Divina Commedia di Dante hanno infatti ispirato il noto artista-designer nella realizzazione di un’opera in legno e alluminio, di cui è disponibile solo un’immagine in anteprima.
Batea è lo strumento (piatto) impiegato lungo i corsi d’acqua dai ricercatori d’oro. Le particolari scanalature di questo strumento permettono di separare le pagliuzze d’oro dalla pirite, nota anche come “finto oro”.
L’artista durante l’ultimo lockdown, riflettendo sul tema per lui centrale della libertà, ha accostato i rimandi – di forma e contenuto – di questo strumento alla rappresentazione dei gironi infernali danteschi. In particolar modo l’attenzione dell’artista è ricaduta sulla nota pergamena del Botticelli “Voragine infernale” (1481-1495) oggi conservata alla Biblioteca Apostolica Vaticana.

Batea, opera di Fulvio Morella ispirata all’inferno dantesco

Da questa intuizione nasce la nuova opera di Morella “Batea” che attualizza la Divina Commedia ai tempi del Covid19. L’artista riflette che: “la pandemia e l’allontanamento forzato dagli altri e dalle nostre abitudini ci hanno mostrato chiaramente come in fondo siamo tutti persi in gironi infernali alla ricerca e rincorsa di ciò che non abbiamo. La conseguenza è che spesso non riusciamo a distinguere ciò che vale – l’oro – da ciò che solamente luccica – la pirite”.
Ma ecco che Morella ci offre, come sempre nella sua arte, anche una via d’uscita, una speranza, completando l’opera con la scritta “E quindi uscimmo a riveder le stelle”

STEFANO CESCON vince l’ottava edizione del premio Cramum per l’arte in Italia con le sue opere in cera d’api e paraffina.

By CRAMUM

Il 7 settembre 2021 a Villa Mirabello di Milano in occasione dell’apertura della mostra internazionale “(LA) NATURA (E’) MORTA?” Stefano Cescon è stato proclamato il vincitore della ottava edizione del Premio Cramum per l’arte in Italia. Secondo e terzo classificato sono risultati essere rispettivamente: Elisa Alberti e Miriam Montani.

Il direttore del Premio Sabino Maria Frassà commenta così la vittoria: ” Stefano Cescon ha vinto per la sua capacità riconosciuta di unire un acuto approccio al colore con una tecnica innovativa che nutre una profonda riflessione sull’ambivalenza natura e modernità che permea il nostro vivere contemporaneo”.Nato a Pordenone nel 1989, Stefano Cescon. Dopo aver conseguito il diploma con lode in Decorazione presso l’Accademia di Venezia concentra la sua ricerca artistica introno a un percorso atto a scoprire le potenzialità espressive della cera d’api.
L’artista spiega così l’opera che gli è valsa il titolo di vincitore dell’ottavo premio Cramum: “La serie Honey Boxes nasce dall’esigenza di proporre un modo per far dialogare la pratica quotidiana della pittura e l’esperienza estetica virtuale che ogni giorno ognuno di noi sperimenta all’interno delle vetrine social. Nella mia ricerca utilizzo paraffina (miscela artificiale derivata dal petrolio) cera d’api e pigmenti. L’equilibrio tra aspetti antitetici, naturale e artificiale, umano e meta-umano, diventa quindi la mia personale strada per un dialogo virtuoso tra le parti, non solo nell’arte”

La vittoria dà all’artista accesso a un percorso di mostre e pubblicazioni che si concluderà dopo due anni con la personale al Museo Francesco Messina di Milano. Al vincitore anche il cubo, simbolo del premio, quest’anno realizzato dalla Marini Marmi in Nuvolato di Gré e il pregiato vino moscato della Cantina Giacinto Gallina.

Gli altri finalisti del premio erano: Elisa Alberti, Maurizio Cariati, Matteo Di Ciommo, Jingge Dong, Clarissa Falco, Stefano Ferrari, Maxim Frank, Miriam Montani, il duo Andrea Sbra Perego & Federica Patera, Federica Zianni.
La commissione che ha decretato il vincitore era composta dai 12 artisti di fama internazionale in mostra e fuori concorso: il duo Bloom&me (Carolina Trabattoni e Valeria Vaselli), Ludovico Bomben, Letizia Cariello, Gianluca Capozzi, Michele De Lucchi, David LaChapelle, Alberto Emiliano Durante, Ingar Krauss, Fulvio Morella, Paola Pezzi, Elena Salmistraro, Carla Tolomeo.

Oltre agli artisti ha votato il prestigioso comitato scientifico composto da noti galleristi, giornalisti, collezionisti e intellettuali: Valentina Ardia, Loredana Barillaro, Giulia Biafore, Paolo Bonacina, Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Valeria Cerabolini, Jacqueline Ceresoli, Carolina Conforti, Stefano Contini, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Chiara Ferella Falda, Raffaella Ferrari, Antonio Frassà, Maria Fratelli, Giovanni Gazzaneo, Rosella Ghezzi, Federico Giannini, Pier Luigi Gibelli, Giulia Guzzini, Giuseppe Iannaccone, Alice Ioffrida, Gian Luigi Lenti, Angela Madesani, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Fabio Muggia,  Annapaola Negri-Clementi, Antonella Palladino, Rischa Paterlini, Francesca Pini, Giovanni Pelloso, Ilenia e Bruno Paneghini,  Alessandra Quattordio, Fulvia Ramogida, Iolanda Ratti,  Alessandro Remia, Elisabetta Roncati, Livia Savorelli, Massimiliano Tonelli, Patrizia Varone, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti, Emanuela Zanon.

Il premio e la mostra sono resi possibili dalla collaborazione con Fondazione Mirabello Onlus, Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Associazione Marmisti della Regione Lombardia, Marini Marmi Srl, Studio Museo Francesco Messina, The Art Talk e Ama Nutri Cresci.

Per la DesignWeek Villa Mirabello ospita l’ottava edizione del Giorno Cramum per l’arte in Italia

By CRAMUM

Per la DesignWeek il 7 settembre 2021 a Villa Mirabello di Milano si tiene l’ottava edizione del “Giorno Cramum per l’arte in Italia”. In occasione dell’apertura della mostra internazionale “(LA) NATURA (E’) MORTA?”, curata da Sabino Maria Frassà, verrà anche proclamato l’artista vincitore dell’8° edizione del Premio Cramum e presentato il libro Cramum 2021 “Quale egoismo per un futuro migliore”.

Libro cramum 2021 con le opere di Michele De Lucchi e Fulvio Morella

In mostra fino al 12 settembre al fianco dei giovani finalisti anche 12 artisti di fama internazionale: il duo Bloom&me (Carolina Trabattoni e Valeria Vaselli), Ludovico Bomben, Letizia Cariello, Gianluca Capozzi, Michele De Lucchi, David LaChapelle, Alberto Emiliano Durante, Ingar Krauss, Fulvio Morella, Paola Pezzi, Elena Salmistraro, Carla Tolomeo.
Gli artisti finalisti in mostra e in gara sono: Elisa Alberti, Maurizio Cariati, Stefano Cescon, Matteo Di Ciommo, Jingge Dong, Clarissa Falco, Stefano Ferrari, Maxim Frank, Miriam Montani, il duo Andrea Sbra Perego & Federica Patera, Federica Zianni.   La mostra rimarrà aperta per la DesignWeek di Milano come segue: 8, 9, 10, 11 settembre dalle 12:00 alle 18:00 e domenica 12 settembre dalle 13:00 alle 16:00.

Chi vincerà l’8° edizione del Premio Cramum avrà accesso a un percorso di mostre e pubblicazioni che si concluderà dopo due anni con la personale al Museo Francesco Messina di Milano. Chi vincerà riceverà anche il cubo, simbolo del premio, quest’anno realizzato dalla Marini Marmi in Nuvolato di Gré.

A suggellare questa edizione del “Giorno CRAMUM per l’arte in Italia” anche la presentazione del libro “(LA) NATURA (E’) MORTA? – Quale egoismo per un futuro possibile”. Il volume è un racconto visivo che attualizza e porta avanti una presa di consapevolezza sul sempre più complesso rapporto tra noi e gli altri, tra noi e la natura.  Il curatore del volume, Sabino Maria Frassà, ha invitato Eugenio Borgna, Raffaella Ferrari e Nicla Vassallo insieme a trentaquattro artisti a cercare di dare una risposta alla domanda del titolo. Il presente volume ospita le opere di: Elisa Alberti, Mauro Baio, Bloom&me, Ludovico Bomben, Maurizio Cariati, Letizia Cariello, Gianluca Capozzi, Stefano Cescon, Chiara Cordeschi, Alessia Cortese, Michele De Lucchi, Matteo Di Ciommo, Jingge Dong, Alberto Emiliano Durante, Clarissa Falco, Stefano Ferrari, Maxim Frank, Gaetano Frigo, Ingar Krauss, David LaChapelle, Fulvio Morella, Miriam Montani, Alberto Peterle, Paola Pezzi, Cristina Porro, Elena Salmistraro, Tommaso Sandri, Andrea Sbra Perego & Federica Patera, Giulia Seri, Nicolò Serra, Carla Tolomeo, Lucrezia Zaffarano, Federica Zianni, Daniele Zoico.

Down along the River, Letizia Cariello

Questa edizione è resa possibile grazie a: Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Ama Nutri Cresci, Cantina Giacinto Gallina, Marini Marmi, Associazione Marmisti Lombardia, Fondazione Villa Mirabello Onlus.
Un particolare ringraziamento va alla giuria e al Comitato Scientifico, composta oltre che dagli artisti fuori concorso anche da noti galleristi, giornalisti, collezionisti e intellettuali: Valentina Ardia, Loredana Barillaro, Giulia Biafore, Paolo Bonacina, Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Valeria Cerabolini, Jacqueline Ceresoli, Carolina Conforti, Stefano Contini, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Chiara Ferella Falda, Raffaella Ferrari, Antonio Frassà, Maria Fratelli, Giovanni Gazzaneo, Rosella Ghezzi, Pier Luigi Gibelli, Giulia Guzzini, Giuseppe Iannaccone, Alice Ioffrida, Gian Luigi Lenti, Angela Madesani, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Fabio Muggia,  Annapaola Negri-Clementi, Antonella Palladino, Rischa Paterlini, Francesca Pini, Giovanni Pelloso, Ilenia e Bruno Paneghini,  Alessandra Quattordio, Fulvia Ramogida, Iolanda Ratti,  Alessandro Remia, Elisabetta Roncati, Livia Savorelli, Massimiliano Tonelli, Patrizia Varone, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti, Emanuela Zanon.


Immagine di copertina a sinistra Rosaspina di Ingar Krauss 2016; Immagine a destra Primate di Elena Salmistraro (courtesy Bosa)

On Air is the new artistic book by Cramum and Gaggenau

By CRAMUM

“The secret to succeed in being contemporary is to feed on the past in order to live and build a better future. The future cannot be built of a sudden, it must be built in and from the past”

 

A detail of the artistic book “On Air”

A detail of the book “On Air” with Davide Tranchina’s works

“On Air” is the title of the new limited edition artistic book released by Cramum and Gaggenau. This book is not for sale, as it is meant to be a gift for collectors and top clients. Sabino Maria Frassà, author of the book, collected documents and images of the artistic project that exhibited at the Gaggenau Milanese showroom the works by Julia Bornfeld, Lorenzo Marini, Elena Modorati and Davide Tranchina.

The book tries to understand what is “contemporary” today. Frassà introduces the theme by recalling that “the term contemporary does not simply refer to today’s form of art and culture. It does not only mean “of our age”. The real meaning of contemporary is the expression of the human intellect (both precious and rare) which can be universal and updated in every age. Socrates, Giotto, Caravaggio, Mozart, Hegel, Fontana, Borgeois, Bauman and Bob Dylan are still contemporary because they have determined their time. They are not followers but influencers as we say today”.

A detail of the book “On Air” with Elena Modorati’s works

The author adds that: “the secret to succeed in being contemporary is to feed on the past in order to live and build a better future. The future cannot be built of a sudden, it must be built in and from the past”.

Francesca Piovesan worked at the photographic documentation of all the exhibition and the graphic project was realised by Berto Poli. As with the other books, the choice of font chosen for the titles takes up that used by Gaggenau in the past; the texts and images reflect the material research of the different artistic projects presented. Finally the precious elements of cartotecnica and the limited edition – 337 copies as well as the years of the brand – are not typical of a design catalogue, but make this publication a collector’s artist book.

For further information write to infocramum@gmail.com

Julia Bornefeld nel libro On Air

“ON AIR” è il terzo libro d’artista Cramum – Gaggenau

By CRAMUM

<<Il segreto per riuscire a essere contemporanei è nutrirsi del passato per vivere e costruire un futuro migliore. Il futuro non nasce all’improvviso, ma va costruito “nel” e “a partire dal” passato.>>

E’ uscito ON AIR il terzo libro d’artista a tiratura limitata, non in vendita e frutto della collaborazione tra Cramum e Gaggenau. Il volume, curato da Sabino Maria Frassà, documenta il progetto artistico che ha portato nel 2020 e 2021 le opere di Julia Bornfeld, Lorenzo Marini, Elena Modorati e Davide Tranchina all’interno dello showroom meneghino Gaggenau DesignElementi Hub.

Con immagini e testi critici questo volume cerca di far riflettere sul significato di “contemporaneo” oggi. Sabino Maria Frassà introduce il tema ricordando che “con la parola “contemporaneo” non si intende la semplice forma assunta oggi dall’arte e dalla cultura. “Contemporaneo” non è sinonimo di “coevo”. A ben vedere ciò che possiamo veramente definire come “contemporaneo” è la manifestazione dell’intelletto umano – tanto preziosa quanto rara – che riesce a risultare universale, attuale in ogni tempo: Socrate, Giotto, Caravaggio, Mozart, Hegel, Fontana, Borgeois, Bauman e Bob Dylan sono ancora oggi “contemporanei” perché non sono stati figli del proprio tempo, ma l’hanno determinato”.

Davide Tranchina nel libro On Air

Elena Modorati nel libro On Air

E aggiunge: <<Oggi diremmo che non sono follower, ma influencer. Il segreto per riuscire a essere contemporanei è nutrirsi del passato per vivere e costruire un futuro migliore. Il futuro non nasce all’improvviso, ma va costruito “nel” e “a partire dal” passato>>.

A livello formale la documentazione fotografica è merito dell’artista Francesca Piovesan e il progetto grafico è di Berto Poli. Come per gli anni precedenti il font scelto per i titoli riprende quello utilizzato da Gaggenau in passato; i testi e le immagini riflettono la ricerca materica dei diversi progetti artistici presentati; i pregiati elementi di cartotecnica e la tiratura limitata – 337 esemplari così come gli anni del brand – non sono propri di un catalogo di design, ma rendono a tutti gli effetti questa pubblicazione un libro d’artista da collezione.

Per maggiori informazioni su come avere copia del libro, scrivere a infocramum@gmail.com

 

White Torture di Alessandro Simonini in mostra a Treviso all’interno della collettiva Italian Twist

By CRAMUM

Fondazione Imago Mundi riapre le Gallerie delle Prigioni con la mostra Italian Twist (dal 10 giugno al 26 settembre), ampia collettiva incentrta sull’eterogeneità della produzione artistica italiana. In mostra anche Alessandro Simonini, selezionato tra gli Artisti in Evidenza della scorsa edizione del premio Cramum, che presenta l’inedita opera WHITE TORTURE.

WHITE TORTURE di Alessandro Simonini, foto di Marco Pavan

Si tratta di un’installazione site-specific che si rifà all’idea della Vergine di Norimberga, celebre strumento di tortura. L’opera è così composta da oltre 1200 calchi in gesso del dito indice. Il dito puntato, la più archetipica forma del giudizio, viene qui estremizzato e moltiplicato: come spiega l’artista “dentro WHITE TORTURE ciascuno è al centro del giudizio, e chi giudica sarà a sua volta giudicato”. Non a caso luogo dell’installazione è una delle celle della prigione, che riesce ad amplificare e rafforzare il messaggio, sia in termini letterali come condanna giudiziaria, sia in termini psicologici. Del resto la “stanza bianca” di Simoni richiama una sorta la tortura psicologica che consiste nella deprivazione sensoriale e nell’isolamento.


Italian Twist

a cura di Elisa Carollo e Mattia Solari

Artisti in mostra: Paola Angelini, Ruth Beraha e Allison Grimaldi Donahue, Gianluca Concialdi, The Cool Couple, Giuseppe Di Liberto, Irene Fenara, Christian Fogarolli, Riccardo Giacconi, Diego Gualandris, Iva Lulashi, Ruben Montini, Ludovico Orombelli, Fabio Roncato, Alice Ronchi, Alessandro Simonini, Marta Spagnoli, Luca Trevisani, Serena Vestrucci.Gallerie delle Prigioni, 10 giugno / 26 settembre 2021

Piazza del Duomo 20, Treviso

ingresso libero: giovedì e venerdì: 16—19; sabato e domenica: 10—13 / 15—19

https://www.imagomundiprojects.com/

Il migliore moscato italiano – Giacinto Gallina – partner dell’ VIII edizione del Premio Cramum

By CRAMUM

La Giacinto Gallina, tra le più rinomate cantine di moscato in Italia, conferma il sostegno al Premio Cramum, aderendo anche all’8° edizione che si terrà a Villa Mirabello di Milano dal 7 settembre. Al vincitore del Premio Cramum oltre al percorso di mostre, al Cubo simbolo del premio (quest’anno prodotto e donato dalla Marini Marmi) anche le famose bottiglie di moscato.

Fin dalla fine dell’800 i Gallina sono vitivinicoltori apprezzati sia in Italia che all’estero. In America, come in tutto il nord Italia, arrivano già botti di vino esportate da Carlo, nonno di Giacinto. Carlo, con piglio imprenditoriale, non si dedica solo all’azienda di famiglia; fonda, con un piccolo numero di produttori, la Cantina Sociale e la Cassa Rurale, delle quali sarà poi Presidente. Nel 1903 nasce Angelo, che con un fratello gemello è l’ultimo nato di Carlo. Questi, erede della casa paterna, continua l’attività del padre. Dopo aver sposato Caterina nel 1929, si dedica per più di sei lustri alla vita amministrativa del paese. Le scelte aziendali lo porteranno alla produzione ed alla vendita del vino all’ingrosso, cambiando sì il rapporto con il consumatore, ma lasciando inalterato l’amore per la sua terra ed i suoi frutti. Dal matrimonio con Caterina nascono due figlie e per ultimo Giacinto. Questi, dopo il servizio militare, decide di continuare a lavorare in azienda.

Anna Forno Gallina

A 26 anni si sposa con Anna, vulcanica calossese che, oltre a dedicarsi anche lei alla pubblica amministrazione ed al settore socio-assistenziali, porta con il marito una dinamica ventata imprenditoriale ed una non comune lungimiranza nelle scelte aziendali. Si riprende la vendita al dettaglio dei vini prodotti, prima in damigiana ai privati e successivamente in bottiglia, poi si apre l’agriturismo, con la possibilità di arrivare direttamente al consumatore abbinando i vini ai piatti tipici della zona, si dà annualmente una borsa di studio alla miglior tesi di laurea su Cesare Pavese in occasione della“Due giorni pavesiana”, arrivando infine al progetto dell’ ”adozione dei filari”, tutte occasioni dove il cliente può arrivare ad un contatto fisico e culturale con la terra ed i suoi vini. Anna e Giacinto hanno due figli: Pierangelo, pur essendo sempre presente e coinvolto nelle scelte di famiglia, ha scelto di lavorare fuori dall’azienda, mentre Luisella, credendo nelle propria terra, ha deciso di continuare a fare quello che da più generazioni è nel patrimonio genetico dei Gallina: il vino, apprezzato ora non solo in Italia, ma anche all’estero.