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PROROGATA AL 13 MAGGIO LA CHIUSURA DEL 9° BANDO CRAMUM PER ARTISTI UNDER 40

By CRAMUM

CI SI POTRA’ CANDIDARE AL 9° PREMIO CRAMUM FINO ALLE ORE 24:00 DEL 13 MAGGIO 2022 SCARICA ORA IL BANDO DELLA 9° EDIZIONE DEL PREMIO CRAMUM

 

Cramum annuncia l’apertura del bando della nona edizione del suo premio, che si terrà a Milano dal 10 al 17 settembre 2022. Il direttore del Premio, Sabino Maria Frassà, ha presentato questa edizione ricordando che: “In questi ultimi anni ci è sembrato venir meno il terreno su cui camminavamo, le certezze e i punti di riferimento. L’arte non può che riflettere su questo tema e perciò la nuova edizione del Premio Cramum sarà dedicata alla rilettura critica del romanzo di Albert Camus: “La Caduta”. Cosa significa cadere? E se riuscissimo a cadere in alto?”.
Il bando si chiuderà il 13 aprile e darà la possibilità a 10 giovani artisti finalisti (under 40) di partecipare al premio e di essere in mostra al fianco di 10 artisti famosi e fuori concorso. Quest’anno i 10 artisti invitati fuori concorso sono: Letizia Cariello, Stefano Cescon (vincitore premio Cramum precedente edizione), Park Eun Sun (Corea), Franco Fontana, Franco Guerzoni, Peggy Kliafa (Grecia), H.H. Lim (Cina), Franco Mazzucchelli, Fulvio Morella e Luca Pignatelli.
Il vincitore/trice vince un percorso di pubblicazioni e mostre che si conclude con la possibilità di realizzare una mostra site-specific allo Studio Museo Francesco Messina di Milano, storico main partner del Premio

La nona edizione del premio Cramum è resa possibile grazie alla collaborazione con l’Istituto Confucio Università degli Studi di Milano e al supporto dell’artista Fulvio Morella che donerà il ricavato di tutti i 50 multipli FIAT LUX (in cioccolato e braille realizzati insieme al maître chocolatier Guido Castagna) a Cramum. Per maggiori informazioni sul multiplo scrivere a infocramum@gmail.com.La giuria che valuterà gli artisti finalisti è composta oltre che dagli artisti fuori concorso da noti giornalisti, collezionisti, galleristi ed esperti del settore: Marzia Apice, Valentina Ardia, Elsa Barbieri, Loredana Barillaro, Giorgia Basili, Giulia Biafore, Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Valeria Cerabolini, Jacqueline Ceresoli, Carolina Conforti, Stefano Contini, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Chiara Ferella Falda, Raffaella Ferrari, Antonio Frassà, Maria Fratelli, Rosella Ghezzi, Pier Luigi Gibelli, Luca Gibello, Luca Gracis, Riccarda Grasselli Contini, Alice Ioffrida, Maddalena Labricciosa, Angela Madesani, Achille Mauri, Marco Miglio, Fabio Muggia, Annapaola Negri-Clementi, Antonella Palladino, Arianna Panarella, Rischa Paterlini, Ilenia e Bruno Paneghini, Federico Pazzagli, Fulvia Ramogida, Iolanda Ratti, Francois-Laurent Renet, Giulia Ronchi, Elisabetta Roncati, Alessandro Scarano, Massimiliano Tonelli, Francesca Tribò, Patrizia Varone, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti, Emanuela Zanon.
Cramum ringrazia tutti i giurati per la loro generosità e dedizione ricordando che nessuno di loro riceve alcun compenso e che alcuni seguono con dedizione e professionalità il premio sin dall’inizio.Immagini:
– Cover della 9° edizione del Premio Cramum realizzata a partire dall’opera “Panem et Circenses di Fulvio Morella”
– Fiat Lux, multiplo in cioccolato e braille di Fulvio Morella

Flora Deborah: Che forma ha l’amore?

By CRAMUM

L’appuntamento con San Valentino si avvicina anche per l’arte contemporanea. Che forma ha l’amore? Un cuore? Se l’è chiesto spesso Flora Deborah artista italo-israeliana che da anni vive tra Milano e Tel Aviv e che arrivò seconda al Premio Cramum 2015.

Preparazione dell’opera My Heart Stops When You Sneeze, 2020

In un modo quasi dissacrante l’artista riflette sui simboli, che spesso dividono più che unire, nel loro tentativo di semplificare che finisce con il nutrire inutili differenze ideologiche. Il simbolo del cuore ad esempio perché è simbolo “universale” d’amore e qual è il significato di amare? Se amare è quel bisogno – anche animale e viscerale – di un altro da sé, forse questo simbolo è adatto. Flora Deborah è del resto partita dall’analisi dell’origine incerta di questo simbolo: da alcuni è fatta derivare dalla forma di una vulva, mentre da altri dalla forma del frutto della pianta Silphium, una pianta utilizzata anche come contraccettivo. L’artista ha poi riflettuto su come la forma del nostro muscolo cardiaco sia simile a quella dei maiali, ma del tutto diversa dal simbolo del cuore.

Tutte queste riflessioni hanno portato Flora Deborah a realizzare due opere che ricalcano il simbolo del cuore, ma sono costituite dai calchi dei testicoli del fidanzato o dai cuori del maiale, tinti di blu, colore della trascendenza e della nobiltà. L’amore inteso come sentimento, sembra in fondo riflettere l’artista, è quella relazione complessa in divenire fatta di passione, attrazione, vicinanza, ma anche repulsione, solitudine. Sono carne e spirito che si uniscono e si rincorrono nel tempo. Forse per tale ragione i cuori di carne di Flora Deborah rappresentano con più realismo “la forma dell’amore”.

Frame dal video: Xoxo, 2018

 

Sabino Maria Frassà per Cramum, 10 febbraio 2022

In copertina l’opera ‘”My Heart Stops When You Sneeze”, ceramica smaltata, 2020

E’ il Ceppo di Gré la Pietra simbolo di Cramum 2022

By CRAMUM

Milano, 10 gennaio 2022
Il Ceppo di Grè è stato scelto da Cramum e dall’Associazione Marmisti della Regione Lombardia quale pietra simbolo della nona edizione del Premio Cramum per giovani artisti, il cui bando rimarrà aperto fino al 13 di aprile. Il cubo, che verrà conferito al vincitore/trice del Premio il 10 settembre, sarà perciò realizzato con questa esclusiva pietra donata per l’occasione dalla Marini Marmi Srl. Il direttore del Premio Cramum, Sabino Maria Frassà, commenta così questa decisione “La Lombardia è ricca di pietre che tutto il mondo ci invidia e sempre più ci copia. Per tale ragione la scelta è andata su una pietra esclusiva come il Ceppo di Gré®, che si trova solo nel nostro territorio e che da poco ha ottenuto la registrazione del marchio europeo, necessaria per difendere questa unica forma di made in Italy. A ciò si aggiunge la storia e il prestigio di questa pietra scelta negli anni per il rivestimento di prestigiosi palazzi come il Palazzo della Banca d’Italia a Bergamo, il Gallo-Romeins Museum in Belgio e l’Università Luigi Bocconi a Milano. Il Premio Cramum conferma così la sua vocazione a far collaborare aziende, territorio e arte a favore della tutela delle eccellenze italiane“.

Giulio Marini, titolare della Marini Marmi Srl e Presidente dell’Associazione Marmisti Lombardia, spiega come “in un momento così complesso siamo felici di poter dare il nostro contributo a favore della migliore espiressione della creatività italiana. Siamo perciò felici che la scelta sia ricaduta sul Ceppo di Gré, che unisse l’attaccamento al territorio con la vocazione internazionale. Questa pietra è infatti tipica dell’architettura lombarda, ma è sempre più apprezzata nel mondo per il suo colore grigio-azzurro. È un materiale particolare ed eterogeneo nell’aspetto, ma omogeneo nella sua composizione mineralogica, trattandosi di una breccia monogenica dolomitica, fa parte delle rocce sedimentarie clastiche. È il risultato di frane di rocce dolomitiche sgretolate dal picco del monte Clemo, che si sono avvicendate durante le ultime glaciazioni (nel Pleistocene inferiore, tra 600.000 e 300.000 anni fa) e cementate da una matrice calcarea. Il nome deriva dalla parola “Cepp”, che nel dialetto milanese significa roccia con ciottoli. Il suo utilizzo risale all’epoca romana, ma il maggior impiego nelle costruzioni fu durante il dominio spagnolo. Oggi siamo orgogliosi che questa pietra riviva una nuova giovinezza rivestendo prestigiosi palazzi sparsi in tutto il Mondo”.

Il bando per la selezione dei finalisti del premio Cramum è rivolto ad artisti under 40 e rimarrà aperto fino al 13 aprile.
Scarica qui il bando -> QUI


Nelle immagini il Ceppo di Gré impiegato nel rivestimento di (dall’alto): ampliamento dell’l’Università Luigi Bocconi a Milano, Palazzo della Banca d’Italia a Bergamo e il Gallo-Romeins Museum di Tongeren in Belgio.

I fiori urbani di Belén Uriel in mostra alla Cascina I.D.E.A.

By CRAMUM

CASCINA I.D.E.A. presenta GREEN RIM, personale di Belén Uriel a cura di Elsa Barbieri. Ad Agrate Conturbia (NO) fino a settembre sarà possibile scoprire il nuovo ampio progetto della nota artista portoghese. Lo spazio, immerso nel verde e trasformato da Nicoletta Rusconi Art Projects, ospita il progetto site-specific Green rim. Con tale locuzione – letteralmente “bordo verde” – si intende il fenomeno ottico visibile a causa della rifrazione della luce solare attraverso la densità crescente vicino all’orizzonte. Come in una sorta di giardino urbano lo spettatore si trova in un contesto fatto di materia con cui l’artista costruisce una semiologia più e oltre che come scienza delle signi\icazioni, come sguardo pertinente verso il mondo, come \iuto del senso ovunque si possa celare: “c’è sempre un senso che va oltre l’uso dell’oggetto”. Green rim rappresenta infatti il compimento di una vasta ricerca artistica di Belén Uriel sulla reciprocità tra natura, corpo umano e oggetti di uso quotidiano

Caschi, protezioni per il corpo o mobili da esterno. Ecco una lista, parziale, degli oggetti di consumo, creati per impegnarsi con l’ambiente esterno, per la protezione del corpo nel tempo libero e per la ricreazione, che circolano nell’opera di Belén Uriel. Sono universali, cosı̀ familiari e ordinari per tutti noi che diventano quasi invisibili: sono qualcosa “che serve a qualcosa”, che a prima vista viene assorbito in una \inalità di usi, direbbe Roland Barthes. Mediatori, in quanto tali, tra il soggetto e il mondo, questi prodotti che apparentemente sembrano esistere per altri motivi – svagarsi, ristorarsi, proteggersi, per esempio – hanno un preciso scopo sociale e antropologico: ovvero quello di essere mezzi di signiMicazione, segni sparsi e veri e propri linguaggi. Con la premessa che per “signi\icazione” non si vuole intendere alcuna veicolazione di informazione, l’interesse di Uriel verso questi oggetti svela la loro connotazione tecnologica, cioè in quanto de\initi da relazioni di produzione e consumo: come viene prodotta e commercializzata la natura? Fissando il suo sguardo proprio sull’idealizzazione della natura e prendendo ispirazione da oggetti che sono portatori di un senso indipendentemente dalla funzione, Belé n Uriel dà nuova vita e nuovo \iato af\inché gli oggetti possano ricongiungersi con la loro stessa bellezza, sfuggendo alla serialità produttiva, per aprirsi in un abbraccio all’inaspettato: crediamo di trovarci in un mondo pratico di usi dell’oggetto, quando invece ci troviamo anche in un mondo del senso e delle ragioni in cui possiamo ritrovarci.

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Maggio – Settembre 2022
Opening: 07 – 08 maggio 2022, 11-00 – 19.00

Via Guglielmo Marconi 26, Agrate Conturbia (NO) Visita su appuntamento http://www.nicolettarusconi.com/idea.html elsa@nicolettarusconi.com

Immagini ©Ludovica Mangini

Copertina immagine @cramum

 

OLTRE LO SGUARDO – Mostra collettiva al Podbielski Contemporary di Milano

By CRAMUM

Aperta fino al 13 maggio al Podbielski Contemporary di Milano la nuova mostra collettiva intitolata Oltre lo sguardo, progetto nato dalla volontà di testimoniare come nel mondo attuale, il ventaglio di possibilità con le quali l’uomo si ritrova ad osservare la realtà, si ripropone costantemente nelle sue infinite declinazioni e sfumature, senza permettere allo sguardo di stabilire un punto d’osservazione unico, come teorizzò Bentham, nel suo Panopticon ideale. In un mondo che lentamente sembra venir soppiantato dall’incedere delle pratiche visive, che non hanno più nessun rapporto con l’osservatore posto in un mondo reale, percepito secondo le leggi dell’ottica, questa mostra intende ristabilire una connessione tra l’uomo e l’ambiente, gli spazi circostanti, fino ad approdare ad uno sguardo più intimo, che si addentra nei luoghi del subconscio e dello spirituale, l’osservatore viene calato all’interno di un percorso visivo, costellato di numerose ‘soglie’, che invitano ad addentrarvisi, come un esploratore intento a vagliare le infinite variabili di un terreno ancora da scoprire. Il saggio di Jonathan Crary, critico d’arte statunitense, è emblematico, poiché avanza una serie di considerazioni su ‘un’archeologia della visione’, che si sono rivelate veritiere: con lo scorrere del tempo, nel fenomeno visivo si sono imposte sempre di più tecniche cibernetiche ed elettromagnetiche.

Lori Nix, Observatory, 2015

La mostra ha testo critico di Giulia Ronchi e ospita le opere di Massimiliano Gatti, Ohad MatalonYuval YairiHrarir Sarkissian, Fabrizio Ceccardi (in copertina con Out of Eden), Otto Nix, Silvia Camporesi, Beatrice Minda, Thomas Jorion Marina Caneve, Giulia Agostini, Gail Albert Halaban, Francesca Todde, Augusto Cantamessa, Ferdinando Scianna, Michael Von Graffenried, Noga Shtainer, Benyamin Reich, Giulio di Sturco e Giulia Parlato.

Ingresso libero: dal martedì al venerdì | h 14.30 – 19

Sabato su appuntamento

Addio a Paolo Gioli sperimentatore dell’immagine di massa

By CRAMUM

Ci ha lasciati poco prima di compiere ottant’anni Paolo Gioli, artista eclettico che ha fatto della sperimentazione sull’immagine di massa la sua cifra stilistica. E’ noto a livello internazionale per aver impiegato per decenni tutti gli strumenti della comunicazione di massa (dalle polaroid al cinema) per riflettere sulla complessità del vivere contemporaneo. Le sue opere fanno parte di note collezioni dei musei italiani e internazionali tra cui la Gam di Roma e il Moma di New York.

Nato a Rovigo, si avvicinò all’arte delle avanguardie della Laguna prima di trasferirsi a New York nel 1967. Qui incontra Paolo Vampa, che diventa ben presto produttore del suo lavoro. Del 1969 è la sua prima opera, Commutazioni con mutazione, film muto in 16 millimetri in bianco e nero. Dopo esser tornato in Italia ha vissuto tra Rovigo, Roma e Milano dove si era trasferito a metà degli anni ’70.

I mosaici di corpo di Francesca Piovesan in mostra a Roma

By CRAMUM

Aperto fino all’8 di marzo al Gaggenau DesignElementi di Roma, S-COMPOSIZIONI la mostra personale di Francesca Piovesan, artista note per la sua capacità di fondere la fotografia off-camera con la body art e la scultura, e selezionata per rappresentare l’Italia alla Bornholm’s Biennials for contemporary glass and ceramics, biennale del vetro in corso in Danimarca.

La mostra “S-Composizioni”, curata da Sabino Maria Frassà, mette in mostra l’evoluzione artistica di Francesca Piovesan, dalle iconiche sculture in vetro all’inedito ciclo di opere  “Aniconico”, opere su carta composte da affascinanti mosaici, i cui tasselli sono impronte fotografiche della pelle dell’artista. Queste ultime opere nascono dalla riproposizione di una tecnica elaborata anni fa dall’artista e consistente nello sviluppo fotografico di impronte lasciate dal corpo umano su nastro adesivo. Lo scotch, sul quale sono intrappolati i sali e i grassi presenti sull’epidermide, viene processato come se fosse una pellicola fotografica e dalla reazione con i sali (nitrati) d’argento scaturisce una sorta di “impressione fotografica” del corpo. Con queste nuove opere l’artista introduce però un forte elemento di discontinuità nella sua poetica: la scomposizione della figura umana.Come spiega il curatore, “Francesca Piovesan impiega il corpo come strumento e non come fine della propria indagine artistica volta invece a cogliere l’essenza della realtà. Le opere di Francesca Piovesan vanno sempre di più oltre la fotografia e la rappresentazione-culto del corpo umano, che viene scomposto e reso quasi irriconoscibile nelle ultime opere “aniconiche”. Quello che vediamo – la perfezione geometrica del mosaico – non è un corpo, né la sua rappresentazione, ma è l’essenza stessa di ciò che siamo: materia in trasformazione che tende verso e all’infinito. Visitando questa mostra sorge quindi spontaneo interrogarsi su quale sia la nostra vera forma e se resista ancora una qualche relazione tra forma e contenuto”.

Visite aperte al pubblico solo su appuntamento previo contatto e-mail o telefonico.
L’ingresso è consentito solo ad ospiti muniti di Green Pass con validità in corso.
E-mail: gaggenau.roma@designelementi.it – infocramum@gmail.com
T. +39 06 39743229, +39 371 1733120

Art Agenda, 14 – 21 febbraio, FIAT LUX, personale di Fulvio Morella all’Istituto dei Ciechi di Milano

By CRAMUM, Eventi

All’Istituto dei Ciechi di Milano dal 14 al 21 febbraio, Giornata nazionale del braille, Cramum presenta la mostra FIAT LUX di Fulvio Morella a cura di Sabino Maria Frassà. L’artista da anni lavora al progetto Blind Wood in cui unisce il legno tornito con il metallo e il braille, quest’ultimo impiegato non solo quale forma di scrittura ma anche per la sua inedita valenza estetica. Il risultato sono quadri scultura che vanno “visti” con mani e occhi e che indagano il significato dell’essere liberi oltre e al di là dei limiti. L’allestimento si sviluppa intorno a questa impostazione olistica e multisensoriale: le opere, che devono anche essere toccate, sono quindi affisse a un’altezza inferiore al fine di facilitarne la fruizione tattile, oltre che visiva.
Tutte le opere in mostra devono essere toccate per essere comprese. A prima vista i quadri scultura di Fulvio Morella possono sembrare astratti, ma in realtà non lo sono: essi interpretano in modo geometrico forme tratte dalla quotidianità (il volo degli uccelli, una goccia d’acqua o una pastiglia). Il senso di tali immagini è rivelato attraverso scritte braille che decorano tutte le opere.


FIAT LUX
Mostra di Fulvio Morella a cura di Sabino Maria Frassàpresso l’Istituto dei Ciechi di Milano, Via Vivaio, 7, 20122 Milano MI
Aperta da lunedì 14 a lunedì 21 febbraio
ore 15:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:30)

Visite aperte al pubblico nel rispetto delle norme sanitarie vigenti, ossia controllo del Super Green Pass da parte del personale incaricato e mascherina FFP2 per tutti i visitatori

Addio alla fotografa Françoise Nuñez

By CRAMUM

Il 23 dicembre ci ha lasciati la nota fotografa franco-spagnola Françoise Nuñez.

Nata a Tolosa nel 1957, Nuñez proveniva da una famiglia spagnola. Ha iniziato la sua carriera come fotografa nel 1975 dopo aver imparato a stampare in bianco e nero nello studio di Jean Dieuzaide, che la presentò al suo futuro marito Bernard Plossu. Proprio quest’ultimo la ritrasse in numerosi famosi ritratti, tra cui anche l’immagine da noi scelta come copertina. Dalla loro unione sono nati anche due figli, Joaquim e Manuela. Per il suo lavoro, viaggiò regolarmente in India, Etiopia, Sud America e Giappone. Collaborò molto con la Galerie Camera Obscura a Parigi. Numerose anche le immagini scattate in Italia, tra cui le più famose sono quelle che ritraggono l’isola di Alicudi.

FIAT LUX – QUANDO L’ARTE … SI GUSTA

By CRAMUM
Multiplo d’artista Fiat Lux
opera di Fulvio Morella per CRAMUM

in collaborazione con il maître chocolatier Guido Castagna
Come si fa per averlo? Sarà possibile richiederlo con donazioni superiori a 50 euro all’Associazione Cramum.
Il ricavato sarà impiegato per la nuova edizione del Premio Cramum per giovani artisti in Italia.
Per maggiori informazioni scrivi a infocramum@gmail.com

L’arte è dare.
Lo sa bene Fulvio Morella che per celebrare i suoi primi 50 anni donerà interamente il ricavato della vendita del suo multiplo FIAT LUX al sostegno dei giovani artisti del Premio Cramum 2022Il multiplo FIAT LUX è realizzato dal noto maître chocolatier Guido Castagna su progetto dell’artista in 50 pezzi numerati e alcune PdA (prove di artista rinominate da Morella “Prove di Amicizia”). Quest’opera è unica nel suo genere dal momento che l’artista ha impiegato il cioccolato per realizzarla: FIAT LUX altro non è che un lingotto di cioccolato fondente arricchito dalla scritta in braille in cioccolato bianco. La scritta riportata è Fiat Lux (Sia fatta la luce). Tale locuzione è spesso collegata a Louis Braille che con la sua rivoluzionaria invenzione 200 anni fa permise alle persone cieche o ipovedenti di scrivere ed essere una componente attiva della società. Allo stesso modo l’artista auspica che l’arte diventi sempre di più strumento di una maggiore e reale inclusione e collaborazione tra le persone.

Come spiega il Direttore Artistico di Cramum Sabino Maria Frassà “La storia dell’arte più recente ha visto il cibo diventare sempre più protagonista: dall’Uovo scultura di Piero Manzoni del 1960 all’autoritratto di Dieter Roth del 1968. Fulvio Morella con FIAT LUX va oltre e trasforma un’esperienza multisensoriale in arte: l’opera d’arte verrà vista, toccata e gustata. Alla fine rimarrà soltanto l’involucro. L’artista porta così avanti in modo esemplare la sua rivoluzionaria concezione di un’arte inclusiva e olistica al di là di mere e troppo diffuse logiche commerciali, recuperando il piacere di gustare e vivere l’arte a tutto tondo“.

L’opera FIAT LUX sarà presentata il 13 dicembre in occasione della celebrazione di Santa Lucia, protettrice degli occhi e dei ciechi, presso il Gaggenau DesignElementi Hub di Milano. Lo stesso spazio ospiterà anche fino al 25 febbraio la mostra PARS CONSTRUENS dedicata ai quadri scultura in legno, metallo e braille di Fulvio Morella.
 

 
Immagini ©Marco Rosa Marin, Courtesy Fulvio Morella, Guido Castagna, CramuM