
Una sola notte, due maestri dell’arte italiana, e una spiaggia trasformata in museo a cielo aperto: è questo il cuore di “Bagni Gonfiabili”, la mostra-evento ideata e curata da Sabino Maria Frassà per Secci Gallery, andata in scena lo scorso venerdì 25 luglio tra Pietrasanta e il celebre Bagno Piero di Forte dei Marmi. L’idea nasce da un’intuizione forte: “Dopo il dono congiunto da parte di Gucci di un’opera di Giorgio de Chirico e Franco Mazzucchelli alla Triennale di Milano, ho sentito che c’era qualcosa di più profondo da indagare. Non un semplice omaggio, ma un dialogo reale, anche se a distanza, tra due poetiche che condividono più di quanto si possa immaginare,” racconta Frassà. Al centro della mostra una spirale che galleggia sull’acqua, forma che l’artista ripete sin dai primi “Abbandoni”, cominciati a partire dal 1964.
La mostra, pensata come un evento site-specific e immersivo, si è articolata in due luoghi simbolici della Versilia: la piazza centrale di Pietrasanta e la spiaggia del Bagno Piero. Ma il vero nucleo concettuale è nel confronto inedito tra Giorgio de Chirico e Franco Mazzucchelli.
“A legare questi due artisti non è solo l’acqua, che entrambi hanno amato e indagato come simbolo e come materia,” spiega Frassà. “È soprattutto la riflessione sulla presenza – umana, fisica o evocata – e il suo legame con la memoria. De Chirico sublima l’assenza, Mazzucchelli esalta la presenza. Eppure entrambi fanno della memoria un motore creativo.”
I Bagni Misteriosi di De Chirico, con le loro piscine metafisiche e figure stilizzate, diventano così il punto di partenza per un dialogo con i gonfiabili relazionali di Mazzucchelli, che da decenni trasformano spiagge, scuole e piazze in luoghi d’arte partecipata.
A Pietrasanta, nella vetrina di una banca affacciata sulla piazza, è stato esposto un grande lavoro in PVC blu della serie BD – Bieca Decorazione, che evoca superfici liquide, orizzonti e simmetrie, in un eco sottile alle piscine oniriche di De Chirico. Ma è sulla spiaggia che il progetto ha preso pienamente forma.
“Volevo che l’arte uscisse dai luoghi tradizionali ed entrasse nella quotidianità,” sottolinea Frassà. “Per questo ho scelto il Bagno Piero: un luogo simbolico della socialità estiva, dove il corpo è protagonista. È qui che l’opera di Mazzucchelli esplode nella sua potenza relazionale.”
Tra le cabine e la piscina sono state disposte opere gonfiabili che spaziano dalle forme geometriche dei quadri rossi visti all’ultima Biennale di Venezia, alla grande spirale abbandonata in acqua – simbolo di moto perpetuo e ritorno all’infanzia. Una catena monumentale poggiata sui tetti delle cabine richiama i mondi incantati di De Chirico, mentre figure totemiche accompagnano una massa informe gonfiabile posta al centro della scena.
“Questa massa non è una scultura nel senso tradizionale,” spiega Frassà, “ma un dispositivo relazionale. Abbiamo invitato i visitatori a scrivere su di essa i propri misteri, i propri ricordi. È un gesto semplice, ma potentissimo: l’opera si carica di memoria collettiva, diventa corpo vivo.”
Alla fine dell’estate, questa forma sarà smantellata e trasformata in quadri individuali della serie A-on-A (Art on Art): frammenti di un’esperienza condivisa, “memorie da portare via,” come le definisce il curatore.
“Credo che oggi l’arte debba essere vissuta, non solo osservata. Con questo progetto ho voluto rendere lo spettatore attore, parte attiva di un racconto comune,” conclude Frassà. “Il dialogo tra De Chirico e Mazzucchelli è un pretesto per parlare di noi, della nostra memoria e della nostra capacità di trasformare anche l’assenza in azione.” E gli fa eco il Maestro Mazzucchelli che spiega “Cos’è l’arte, se non il tentativo di dare forma ai propri pensieri e condividerli con gli altri? L’arte, per me, è da sempre uno scambio, prima ancora che un oggetto fisico. Il manufatto è solo l’inizio di un viaggio che si apre all’infinito, spingendosi oltre me stesso e oltre il tempo presente.”
L’evento ha attirato grande attenzione di pubblico e critica, confermando la forza di una visione curatoriale capace di coniugare riflessione teorica e coinvolgimento emotivo. In “Bagni Gonfiabili”, il tempo dell’enigma metafisico incontra il tempo del gesto umano. Il risultato è un’arte che abbraccia, sorprende, coinvolge – come l’acqua, come l’estate, come la memoria.
Franco Gagliardone
Di seguito il testo critico integrale di Sabino Maria Frassà. Segue Gallery.
Dopo il dono congiunto di un’opera di Giorgio de Chirico e Franco Mazzucchelli alla Triennale di Milano da parte di Gucci, nasce l’idea di una mostra che celebri in estate al mare e al sole della Versilia un dialogo a distanza tra due maestri dell’arte italiana. Un confronto non attraverso opere create ad hoc, ma grazie ad accostamenti poetici e sintonie visive, capaci di far emergere affinità profonde tra due poetiche solo apparentemente lontane.
A legare i due artisti non è soltanto l’acqua, amata e indagata come simbolo e come materia, né solo il gioco, centrale in entrambi e vissuto come gesto creativo e trasformativo. È soprattutto la riflessione sulla presenza – umana, fisica o evocata – e il suo legame profondo con la memoria a costruire un terreno comune. Entrambi, pur con linguaggi lontani, se non addirittura opposti, fanno della memoria un dispositivo generativo. Per De Chirico, è reminiscenza mitica, eco dell’infanzia e del sogno classico. Per Mazzucchelli, è traccia, memoria vissuta, personale e collettiva, che si attiva attraverso l’esperienza e la partecipazione.
Nei Bagni Misteriosi di Giorgio de Chirico – serie metafisica nata negli anni ’40 e proseguita fino agli anni ’70 – la figura umana è stilizzata, astratta o assente. Le piscine e le architetture diventano “scenografie dell’enigma”, luoghi mentali dove sogno e inquietudine si sovrappongono. Come scrisse De Chirico: «Bisogna considerare tutto nel mondo come un enigma. Vivere in un mondo come in un immenso museo di stranezze.» E ancora: «C’è più mistero nell’ombra di un uomo che cammina in una giornata di sole, che in tutte le religioni del mondo.» Franco Mazzucchelli, che ha scelto periferie, scuole e lidi come sedi privilegiate della propria azione artistica, pone invece la presenza umana al centro della sua ricerca. Le sue opere non sono mai semplici oggetti da contemplare, ma esperienze da attivare. «L’arte siamo noi» – sembra suggerire – i nostri corpi, le nostre azioni, i nostri ricordi, che prendono forma nel gesto artistico, un gesto che non rappresenta, ma semina. Non a caso, le sue prime installazioni gonfiabili – gli Abbandoni degli anni ’60 – avvengono al mare, in Camargue e in Liguria. Per Mazzucchelli, l’acqua è spazio di memoria attiva, un luogo in cui relazione e trasformazione si intrecciano. Lì si gioca, si cresce, si dimentica e si ricorda. Lì si recupera l’essere stati bambini, la potenza originaria di tutte le cose, prima del tradimento della vita adulta.
La mostra si sviluppa tra la piazza centrale di Pietrasanta e il Bagno Piero di Forte dei Marmi, due luoghi simbolici della socialità estiva e del corpo in movimento. In centro città, nella vetrina di una banca, si trova un grande lavoro blu in PVC, con onde regolari che si fondono come due mari. Parte del ciclo BD – Bieca Decorazione, quest’opera gonfiabile evoca orizzonti, riflessi e simmetrie, rievocando con delicatezza le piscine metafisiche di De Chirico.
Sulla spiaggia, i Bagni Piero di Forte dei Marmi diventano spazio di gioco collettivo. Dai quadri policromi – tra cui i rossi presentati alla scorsa Biennale – in cui le celebri curve di Mazzucchelli si fanno geometriche, simili a scatole o giochi da spiaggia, si passa alla grande spirale abbandonata in piscina: simbolo di moto perpetuo e deriva del possibile. Una catena, forma iconica dell’artista, posizionata sui tetti delle cabine, evoca mondi incantati e paradossi silenziosi. Intorno alla piscina, figure totemiche – cono, cilindro, presenza umana – accompagnano una massa informe gonfiabile, che non è una scultura, ma un vero e proprio dispositivo relazionale. A ogni visitatore sarà chiesto di scrivere su di essa i propri “misteri” e “bagni”: memorie personali che riattivano l’opera attraverso la parola e il gesto. Alla fine dell’estate, questa forma sarà smantellata e trasformata in quadri gonfiabili individuali del ciclo A-on-A (Art on Art): frammenti tangibili di un’esperienza condivisa, custodi di emozioni sedimentate nel tempo.
In questo continuo gioco tra presenza e assenza, tra corpo e simbolo, Mazzucchelli risponde alla metafisica di De Chirico con un umanesimo attivo e partecipato. Se nei Bagni Misteriosi l’acqua è sogno, spaesamento e mito, nei Bagni Gonfiabili diventa luogo di relazione, memoria e comunità. Il risultato è un incontro tra due concezioni del tempo e dell’arte: tra memoria che ritorna e corpo che agisce, tra visione e azione. Un dialogo sospeso tra passato e presente, in cui, inevitabilmente, entriamo a far parte anche noi – non più solo spettatori, ma attori dell’opera e del suo significato.
- BD, Franco Mazzucchelli, Bagni Gonfiabili, Cramum, Secci a cura di Sabino Maria Frassà
- Spirale (dettaglio), Franco Mazzucchelli, Bagni Gonfiabili, Cramum, Secci a cura di Sabino Maria Frassà
- Bagni Misteriosi, Giorgio de Chirico, 1929
- Catena, Franco Mazzucchelli, Bagni Gonfiabili, Cramum, Secci a cura di Sabino Maria Frassà
- BD, Franco Mazzucchelli, Bagni Gonfiabili, Cramum, Secci a cura di Sabino Maria Frassà
- BD, Franco Mazzucchelli, Bagni Gonfiabili, Cramum, Secci a cura di Sabino Maria Frassà
- BD, Franco Mazzucchelli, Bagni Gonfiabili, Cramum, Secci a cura di Sabino Maria Frassà
- A ON A, Franco Mazzucchelli, Bagni Gonfiabili, Cramum, Secci a cura di Sabino Maria Frassà







