SPECIALE SALE: le 5 risposte alle 5 domande + frequenti

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SPECIALE SALE: le 5 risposte alle 5 domande + frequenti

 

1. Cos’è il “sale”?

2. Il sodio si trova solo nel sale da cucina?

3. Quanto sale per una persona normale?

4. Quali problemi dà il troppo sale?

5. Bisogna assumere meno sale in gravidanza?

Rispondono alle domande di S.M. Frassà: I. Cetin (Direttore Nutrizione “Ama Nutri Cresci” e  Clinica Ostetricia e Ginecologia Ospedale Luigi Sacco di Milano); A. Laganà (Ospedale G. Martino di Messina) e M. Mazzocco (Ospedale Luigi Sacco di Milano) .
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ALCUNI CONSIGLI per controllare l’apporto giornaliero di SALE:
1. Attenzione a questi alimenti:
* cibi sotto sale e condimenti ricchi di sodio (dado da brodo, salsa di soia, ketchup, senape);
* formaggi molto salati (per esempio la feta e alcuni tipi di pecorino);
* snack salati, come patatine e popcorn;
2. utilizzare le erbe aromatiche e le spezie come origano, timo o rosmarino al posto del sale;
3. leggere l’etichetta dei prodotti confezionati (il sodio è presente anche in parecchi additivi);
4. consumare molta verdura: la maggior parte dei prodotti dell’orto è ricca di potassio, che ha un’azione antagonista rispetto al sodio e aiuta a tenere sotto controllo l’innalzamento della pressione. Inoltre le fibre contenute ostacolano l’assorbimento intestinale del colesterolo.

 

 

1. Cosa intendiamo per “sale”?

Il comune sale da cucina, o cloruro di sodio, in natura è rappresentato dal salgemma. Il salgemma nella sua forma grezza risulta ricco di oligoelementi e minerali solubili in acqua. In commercio troviamo anche il sale iodato che è “arricchito” con iodio, importantissimo elemento che risulta basso negli italiani. Il sale iodato è quindi da preferire nella nostra alimentazione al sale contenuto nei preparati chimici come il glutammato di sodio (dado da brodo e cibi precotti confezionati).

Il sodio e lo iodio sono due micronutrienti importanti della nostra alimentazione. La corretta assunzione di questi micronutrienti è importante per le donne in gravidanza, particolarmente durante il primo trimestre.

 

2. Il sodio si trova solo nel sale da cucina?

Il sodio non si trova solo nel sale da cucina ma anche nell’acqua, nei cereali, carne, pesce, uova, latte e derivati, negli ortaggi e nella frutta. Un’alimentazione varia garantisce il corretto apporto di sodio giornaliero. Bisogna quindi fare attenzione a salare eccessivamente i cibi, essendo presente il sodio già in molti alimenti che saliamo!

 

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3. Quanto sale per una persona normale?

Circa mezzo cucchiaino al giorno, compreso il sale presente negli alimenti, come vedremo dopo. In Italia il consumo medio di sale è di 6÷8 g al giorno, questo introito in linea generale dovrebbe esser ridotto a 4 gdi sale iodato al dì, che rappresenta un quantitativo adeguato per non aumentare il rischio cardiovascolare e per assumere lo iodio necessario.

Il sale iposodico contiene un terzo del sodio presente nel sale da cucina, poiché il cloruro di sodio viene sostituito dal cloruro di potassio che ha la caratteristica di conferire al cibo un sapore meno salato ma più amaro che può trarre in inganno e indurre ad un consumo smodato. Per questo motivo se si vuole ridurre il consumo di sale è più indicato l’utilizzo di spezie ed aromi.

 

4. Quali problemi dà il troppo sale?

Sebbene il sale svolga una funzione fondamentale per l’organismo dell’uomo, non bisogna eccederne nel consumo: metà degli italiani consuma infatti il doppio della quantità utile di sale. Ma quali sono i problemi di assumere troppo sale? Il sodio (anche nelle persone perfettamente sane):

  • IPERTENSIONE: facilita la ritenzione di liquidi e induce un aumento del volume sanguigno che può favorire l’aumento della pressione;
  • OSTEOPOROSI: l’eccesso di sale favorisce l’escrezione renale di calcio, di cui la dieta è spesso povera
  • in modo indiretto OBESITÀ (leggi tutto l’articolo sull’Obesità): il sale non contiene calorie, ma induce comportamenti alimentari scorretti, quali ad esempio il consumo di bibite (molto caloriche) per compensare la sete che provocano.

 

5. Bisogna assumere meno sale in gravidanza?

Durante la gravidanza aumenta il fabbisogno di sodio per l’aumento del volume dei liquidi extracellulari della mamma (aumenta il volume del sangue), per le richieste del feto e per il liquido amniotico, che come tutti i liquidi del nostro corpo contiene sodio. L’abituale consumo di sale è comunque sufficiente a soddisfare gli aumentati fabbisogni.

Non è stato ancora dimostrato se sia utile diminuire il sale nella dieta durante la gravidanza per ridurre il rischio di ipertensione in gravidanza. Tuttavia in gravidanza gli ormoni e l’azione compressiva dell’utero aumentano la ritenzione di sodio che si manifesta con edemi agli arti inferiori, tipicamente durante il periodo estivo. In questa stagione è consigliabile preferire cibi poveri di sodio come frutta e verdura, indispensabili inoltre per reintegrare i sali minerali (come il potassio) persi con la sudorazione. Bisognerebbe inoltre limitare l’assunzione di alimenti ricchi di cloruro di sodio come insaccati, formaggi, salse e sottaceti soprattutto in gravidanza durante la stagione estiva.

 

 

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