Niccolò Moronato è tra i 12 finalisti della 7° Premio Cramum con “Firmament”

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Niccolò Moronato è tra i 12 finalisti della 7° Premio Cramum con “Firmament”

Niccolò Moronato è tra i 12 finalisti della 7^ edizione del Premio Cramum insieme a Daniela Ardiri, Ludovico Bomben, Yinglu Chen, Federica Cipriani, Cristina Cusani, Alessandro Di Massimo, Luca Marignoni, Miriam Montani , Antonella Romano, Federico Polloni, Sio Takahashi. 

Conosciamo di più il suo lavoro e l’opera candidata in vista della “finale” che si terrà sabato 14 settembre in occasione dell’inaugurazione della mostra “Il cielo sopra di me e dentro di me che cosa” a cura di Sabino Maria Frassà.

Niccolò Moronato è nato a Padova nel 1985. Vive e lavora tra Milano e Chicago. I suoi lavori e le sue installazioni sono spesso nate e collocate in e per spazi semi-pubblici per esplorare i limiti e le dinamiche delle norme sociali, il rapporto tra storia e contemporaneità. Tutto ciò che viene solitamente dato per scontato, messo da parte o dimenticato è ispirazione e oggetto di indagine. Tra gli ultimi progetti si segnalano nel 2019 The Star Survey (Gasworks – Londra) e OOOroscope, un intervento realizzato in collaborazione con RAI 1.

L’artista partecipa come finalista al 7° Premio Cramum con un’opera tratta da “Firmament”, un progetto che comprende diverse opere visuali e performative, che sfrutta la possibilità di osservare il cielo da un punto di vista in cui le costellazioni non hanno più senso, per riscoprirlo come spazio pubblico e attivare dinamiche di immaginazione individuale e collettiva, tese ad un processo di de-colonizzazione ideologica attiva e partecipata del cielo sopra di noi. Nel dettaglio il dipinto candidato mostra il cielo stellato così come apparirebbe visto da un altro pianeta Terra, probabilmente abitabile, che orbita intorno a un altro Sole chiamato Trappist, a 40 anni luce da qui. Tale veduta è stata resa possibile, per la prima volta, grazie a una collaborazione con il dipartimento di Space Visualization del Planetario Adler di Chicago. “

“40 anni luce sono circa 700’000 anni – la stessa distanza intercorsa tra l’età della pietra e il giorno d’oggi. Ma – spiega l’artista – in termini astronomici sono soltanto un paio di isolati – più o meno le stesse stelle che si vedono da qui, ma in posizioni completamente diverse.”


I Promotori della 7° edizione del premio Cramum sono Fondazione Cure Onlus – patron del premio – il Comune di Varedo e la Fondazione Versiera 1718, rappresentati nella Giuria dall’architetto Isabella Maffeis. Il Premio ha ottenuto il patrocinio di Veneranda Fabbrica del Duomo, Istituto Confucio Università degli Studi di Milano, Studio Museo Francesco Messina. Il Premio ha infine ottenuto il supporto di Ventura Projects ed Enoagriturismo Giacinto Gallina.

Il Comitato scientifico, cuore della giuria del Premio, decreterà il vincitore/la vincitrice del Premio il giorno dell’inaugurazione. Oltre agli artisti fuori concorso fanno parte del Comitato: Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Paola Capata, Antonella Cattani, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Maria Fratelli, Federico Giannini, Giuseppe Iannaccone, Rose Ghezzi, Angela Madesani, Isabella Maffeis, Emanuele Magri, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Giovanni Monzon, Annapaola Negri-Clementi, Rischa Paterlini, Iolanda Ratti, Fulvia Ramogida, Michela Rizzo, Elisabetta Roncati, Mario Francesco Simeone, Alba Solaro, Caterina Tognon, Francesca Tribó, Lorenzo Uggeri, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti. Al voto non prenderà parte il Direttore del Premio, tranne in caso di pari merito.