Diventare mamma e combattere il cancro all’utero e all’ovaio?

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Diventare mamma e combattere il cancro all’utero e all’ovaio?

Oggi rispondiamo ai dubbi di tante donne, che combattono il cancro:

  1. Mi è stato diagnosticato un tumore maligno dell’ovaio: posso evitare un intervento  demolitivo?
  2. Mi hanno diagnosticato un tumore dell’ovaio di tipo epiteliale: cosa posso fare?
  3. Mi hanno diagnosticato un tumore dell’ovaio di tipo germinale: cosa posso fare?
  4. Mi hanno diagnosticato un tumore del collo dell’utero: quando è possibile non asportare l’utero?
  5. E se il tumore colpisce il corpo dell’utero?

Il trattamento dei  tumori che colpiscono l’apparato genitale femminile  prevede l’asportazione dell’ utero e delle ovaie.  La diagnosi e la  conseguente terapia in età riproduttiva determinano la  perdita della fertilità e l’ inizio della menopausa.
Oggi però le pazienti affette da questi tipi di tumori hanno più possibilità di poter diventare mamme, dopo aver sconfitto la malattia.

Il Prof. Frigerio (scopri chi è)  degli Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed alla dott. sa Mangili (scopri chi è) dell’Ospedale San Raffaele di Milano ne parlano con Sabino Maria Frassà (scopri chi è)

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Oggi è possibile, in alcune situazioni, programmare dei trattamenti chirurgici che conservino l’utero ed almeno una parte dell’ ovaio (chirurgia conservativa) per offrire alla paziente la possibilità di avere dei figli senza che questo comporti un peggioramento della prognosi. Il trattamento delle pazienti in età fertile affette da tumori ginecologici dovrebbe quindi essere individualizzato, ed effettuato in centri specializzati nei trattamenti conservativi oncologici ginecologici. Inoltre la paziente deve essere molto motivata ed impegnarsi ad effettuare controlli periodici adeguati

1. Mi è stato diagnosticato un tumore maligno  dell’ ovaio, si può evitare l’intervento chirurgico demolitivo? Non c’è una risposta univoca, perché non tutti i tumori dell’ovaio sono uguali: le neoplasie  si distinguono in tre gruppi  secondo la loro origine: epiteliali, germinali e stromali .  Il trattamento e la prognosi dipendono  dallo stadio ( estensione della malattia) e dal  tipo istologico. Nei prossimi paragrafi approfondiamo meglio le differenze.

2. Mi hanno diagnosticato un tumore dell’ ovaio di tipo epiteliale cosa posso fare? I tumori epiteliali dell’ovaio si dividono in due gruppi i tumori borderline ed i tumori invasivi. In caso di  tumori epiteliali maligni, quando la malattia è limitata ad un ovaio e la paziente è in età fertile, è possibile pianificare una chirurgia  conservativa al fine di mantenere la capacità riproduttiva. L’intervento prevede,  oltre all’asportazione dell’ovaio ammalato,  la stadiazione della malattia per essere certi che  il tumore sia  limitato solo  all’ovaio. Se l’esame istologico conferma l’ assenza di metastasi addominali  e, in assenza di fattori di prognosi sfavorevoli, si può valutare la possibilità di un trattamento chirurgico conservativo. In alcuni casi è necessario programmare una chemioterapia postoperatoria.

Nei tumori borderline la chirurgia conservativa è considerata lo standard terapeutico delle pazienti in epoca fertile negli stadi iniziali della malattia data l’ottima prognosi. Talvolta anche quando il tumore borderline è più avanzato può essere possibile mantenere un atteggiamento rispettoso della salvaguardia  della fertilità.

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3. Mi hanno diagnosticato un tumore dell’ ovaio di tipo germinale cosa posso fare? I tumori germinali sono molto rari e colpiscono più frequentemente le giovani donne o le ragazze La caratteristica principale è la chemiosensibilità, fattore  che determina un alto tasso di guarigione anche in caso di malattia metastatica. Per tale motivo si raccomanda sempre la chirurgia conservativa seguita da chemioterapia anche in caso di malattia non più confinata all’ovaio.

I dati riportati in letteratura si basano su ampie casistiche confermano che la prognosi della paziente, ben selezionata e trattata adeguatamente, non è influenzata dalla terapia conservativa e gli esiti neonatali sono simili a quelli riportati nella popolazione generale.

4. Mi hanno diagnosticato un tumore del collo dell’utero quando è possibile non asportare l’utero? Il trattamento chirurgico standard  dei tumori della cervice è rappresentato dall’ isterectomia (cioè la rimozione dell’utero), tuttavia nelle pazienti desiderose di prole e  affette da un tumore di piccole dimensioni, in assenza di fattori di prognosi negativi,  è possibile eseguire la rimozione di solo una parte del collo uterino salvaguardando la fertilità. Esistono varie procedure chirurgiche di rimozione di parte del collo, la scelta è  determinata dalle dimensione della lesione. In alcune situazioni potrebbe essere necessario  eseguire  una linfadenectomia pelvica (rimozione dei linfonodi).

5. E se il tumore colpisce il corpo dell’utero? Il tumore dell’endometrio è diagnosticato raramente in età fertile e il trattamento prevede l’asportazione dell’utero. In  situazioni   molto selezionate e, quando la malattia è molto piccola, si può proporre alla paziente un trattamento farmacologico con progesterone ad alto dosaggio al fine di far regredire momentaneamente la neoplasia. In questi casi la paziente potrà diventare mamma e solo dopo la gravidanza si procederà all’isterectomia.

Sono riportati in letteratura più di 100 bambini nati dopo questa terapia.

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Questo articolo è frutto della forte collaborazione tra la Fondazione Giorgio Pardi ed il Centro Fisiopatologia della Gravidanza dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed il Prof. Frigerio.  Il Centro di Bergamo è il 13° Centro italiano che aderisce alla Campagna Nazionale della Fondazione contro l’infertilità “ama nutri cresci – Nutri la tua fertilità” Per maggiori info →