Perchè il vaccino contro il papilloma virus è importante anche nell’uomo?

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Perchè il vaccino contro il papilloma virus è importante anche nell’uomo?

Milano, 22 giugno 2017. Oggi in Italia non è facile né popolare parlare a favore dei vaccini. Nonostante le veementi reazione agli articoli del Professor Ferrazzi (sul dovere di ogni medico di dire solo ciò che è provato scientificamente) e del dottor Murina (sull’importanza del vaccino contro il papilloma virus anche nella donna adulta), Ama Nutri Cresci ha deciso di proseguire la campagna per una corretta e rigorosa informazione riguardo ai vaccini. Precisiamo perciò che Ama Nutri Cresci non è finanziata in alcun modo da case farmaceutiche, ma che tale campagna trova la propria ragione di esistere nelle evidenze scientifiche e nella volontà di combattere il dilagante populismo.


Il vaccino contro il papilloma virus è importante anche per l’uomo?
Se sì, è possibile e consigliabile farlo anche per chi ha più di 12 anni?
Perché tutto questo interesse oggi nei confronti della vaccinazione contro il papilloma anche nel maschio?

Risposta di Filippo Murina, Responsabile Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore, Ospedale Vittore Buzzi, Univesità di Milano. Revisione  editoriale  a cura di Sabino Maria Frassà, Direttore Ama Nutri Cresci

Canada, Australia, Stati Uniti, Austria, Svizzera hanno già introdotto il Vaccino anti HPV (papilloma virus) anche per il sesso maschile. In Italia, alcune regioni (Sicilia, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Calabria e Molise, la Provincia Autonoma di Trento e alcune ASL della Sardegna), hanno già avviato la campagna vaccinale “gender neutral”, ovvero chiamando a vaccinarsi i 12enni di entrambi i sessi. Anche nella fascia di età 16-26 anni, il nuovo vaccino attivo nei confronti di 9 diversi genotipi di HPV, è risultato altamente immunogenico, con oltre il 99.5% di siero-conversione ed ottima tollerabilità.

Dottor Filippo Murina

Fino a pochi anni fa, in molti Paesi, le campagne vaccinali contro l’HPV si erano concentrate nel sesso femminile, ponendosi come obiettivo primario la prevenzione delle neoplasie della cervice uterina. Tuttavia, negli ultimi anni, grazie ad una migliore conoscenza dell’infezione da HPV, delle sue manifestazioni cliniche nel maschio e alla successiva approvazione del vaccino quadrivalente anche per il sesso maschile, le principali società scientifiche coinvolte nella vaccinazione hanno suggerito un approccio per entrambi i sessi ,definito “gender neutral” .

La strategia di includere il maschio nelle campagne vaccinali ha la funzione di ridurre la circolazione del virus (herd-effect) e la trasmissione dell’infezione tra i due sessi, ma soprattutto di contrastare il manifestarsi di numerose e spesso gravi patologie correlate all’HPV che colpiscono anche gli uomini.

Infatti nel maschio i condilomi anogenitali sono la più frequente manifestazione dell’infezione, mentre circa il 90% delle neoplasie HPV-correlate nel maschio sono anali. Se i maschi non vengono vaccinati, si presume che il cancro dell’ano possa diventare il secondo tumore, dopo quello cervicale, che riconosce l’HPV come causa necessaria .

Gli studi hanno confermato come il vaccino quadrivalente, somministrato nei maschi, abbia un’ immunogenicità ed un profilo di sicurezza comparabile a quello riscontrato nel sesso femminile.