H.H. Lim per la giornata internazionale contro la discriminazione razziale: la mia arte è corpo e mente.

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H.H. Lim per la giornata internazionale contro la discriminazione razziale: la mia arte è corpo e mente.

“Avere gli occhi nella mente porta alla cecità”

“Tornare puri come i bambini, ma con più consapevolezza e sapienza”

In vista della giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale (21 marzo) Sabino Maria Frassà ha intervistato H. H. Lim. H. H. Lim è un artista cosmopolita e di fama internazionale: cinese, nato in Malesia, da 40 anni vive in Italia. Dopo aver partecipato alla Biennale di Venezia, ha accettato l’invito dell’Associazione cramum e della Fondazione Giorgio Pardi ad aderire al 3° premio cramum per giovani artisti. Il Premio è stato ideato da Sabino Maria Frassà (che lo dirige) e dall’artista Andi Kacziba, per sostenere in Italia i migliori giovani artisti, a prescindere dalla loro provenienza.

H.H. Lim, grazie al supporto dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano e alla Gallerista Renata Bianconi (link), sarà quindi giurato del Premio e una sua opera sarà in mostra al fianco di quelle dei 10 giovani finalisti in “Frangit Nucem – Cos’è l’arte contemporanea?”, 12-18 maggio, Palazzo Isimbardi di Milano.

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S.M. Frassà: Che ruolo hanno nella tua arte le tue origini e i Paesi in cui hai vissuto? 

H.H. LIM: L’interesse per il linguaggio deriva probabilmente dalla mia infanzia. Diciamo che ho avuto la possibilità di arricchirmi con diverse culture essendo cinese, nato in Malesia, ma in buona parte cresciuto in Italia. La Malesia è un paese per molti versi unico, con un carattere multiculturale, multi-linguistico e multietnico: insieme alla maggioranza malese, vive infatti una grande comunità cinese, ma anche indiani e occidentali.

S.M. Frassà: Perché la scelta di venire in Italia?
H.H. LIM: Come si può non venire qui, se si vuole fare l’artista? Roma è una città piena dell’immensità della sua indescrivibile storia che va dall’Impero romano alle grandezze dell’arte rinascimentale, al barocco e così via. Sono venuto qui per studiare nel 1976 e qui ho deciso di vivere e lavorare.

S.M. Frassà: Perciò hai deciso giovanissimo di diventare un’artista? La tua famiglia cosa ne pensava?
H.H. LIM: Chiaramente non si decide di diventare artisti, sarebbe infantile pensare di poter scegliere sin dal principio il proprio percorso che, invece, si definisce gradualmente. Infatti, anche i miei genitori dopo quarant’anni continuavano a chiedermi che cosa stessi facendo. Forse la stessa definizione “artista” rende difficile una risposta certa. Ad esempio, se chiedi un prestito dicendo che sei un artista, la risposta sarebbe secca e diretta: “artista che?”. Tranne poche eccezioni, questo mestiere rappresenta un suicidio lento. Per questo mi viene in mente un pensiero che ho scritto tempo fa: “Il destino di un artista è come danzare un valzer sul filo del rasoio, osservando a destra e a sinistra, sopra e sotto, avanti e indietro, fino alla morte dentro un tunnel senza via di uscita.”

S.M. Frassà: Un percorso difficile: ci sono stati dei Maestri? e quale ruolo ha avuto la storia dell’arte nel tuo lavoro?
H.H. LIM: Come ti dicevo sono venuto in Italia per la sua Storia. La storia dell’arte è per gli artisti un po’ come la Bibbia per i cristiani. Forse non è necessario leggerla continuamente, ma sai che fa parte del tuo bagaglio culturale. Tuttavia è sempre una storia occidentale; c’è un dominio imponente del punto di vista dell’occidente, come la Bibbia è basata su un’ottica cristiana. A volte sono state trascurate altre parti del globo in cui vivono e lavorano ¾ della popolazione mondiale. Loro non hanno mai avuto particolare attenzione al passato. Solo oggi cominciano ad avere anche loro un certo riscontro.
Riguardo i maestri del passato, Leonardo da Vinci mi ha sempre impressionato perché come me non era interessato solo alla ricerca artistica, ma era impegnato in un’indagine a tutto tondo che aveva la funzione di far progredire l’uomo ed il mondo.

S.M. Frassà: Parlaci quindi del tuo lavoro: le tue opere raccontano sempre qualcosa; i tuoi lavori celano sempre una profonda riflessione, a volte addirittura dei veri e propri messaggi “criptati”, come nell’opera La Via (immagine di copertina).
H.H. LIM:  Si è vero, ma capiamoci: non sono un artista propriamente intellettuale, non riesco a rappresentare il mondo così nel dettaglio, a spaccare il capello in 4. Però rifletto molto e riesco a tradurre e sintetizzare queste riflessioni in una sola immagine o gesto. Ne consegue che i miei, non sono mai gesti o immagini impulsive: dietro c’è appunto un racconto, un messaggio. Ad esempio nell’opera che citavi ho racchiuso tre massime di Laozi (Lao Tzu). A una di queste sono molto legato “Avere gli occhi nella mente porta alla cecità”.

S.M. Frassà: Il tuo lavoro usa molto il linguaggio del corpo. E’ il cardine della tua ricerca artistica? 
H.H. LIM: La mia ricerca procede quotidianamente, come la vita. Dunque, ciò che accade intorno a me esercita una costante influenza sul mio lavoro che ruota intorno a tre argomenti principali, non solo il corpo:

  1. la ricerca del linguaggio: mi interessano tutti i linguaggi e la comunicazione tra le persone. Penso quindi spesso al linguaggio dei sordomuti, che per me potrebbe essere considerato universale, usato da tutti come seconda lingua;
  2. l’indagine sul nostro corpo, sulla relazione tra le abilità fisiche e quelle mentali che si basano sulla capacità di fronteggiare l’esperienza della vita;
  3. la vita che vivo: dagli aspetti legati al mio quotidiano, alla religione, alla politica.

Questi tre punti fondamentali rappresentano per me una legge di sopravvivenza verso l’immortalità del pensiero. Quindi, diciamo che il mio lavoro torna ciclicamente su questi tre campi di ricerca.

S.M. Frassà: Approfondiamo le opere incentrate sul corpo. Puoi parlarci di come intendi il corpo?
H.H. LIM: Come ti dicevo il corpo è il mezzo, è la macchina da guerra della nostra mente. Le mie performance mi mettono alla prova e mi misurano. Anche io cresco e maturo. Tale processo porta però il mio corpo a evolversi in un modo diverso dalla mente. Se è vero che le performance verificano quindi i limiti del mio corpo, è anche vero che lo allenano, lo temprano, mantenendolo pronto ed idoneo a sostenere la mente.

S.M. Frassà: Hai quindi paura della vecchiaia?
Il mio corpo invecchia, io no; la mia mente anzi diventa sempre più pura. Perciò non capisco gli anziani che imitano i giovani: gli anziani hanno quella serenità e purezza di mente, a cui l’intera umanità dovrebbe tendere. Nelle culture asiatiche l’anziano è quasi divino, in quanto sono meno aggressivi, più sereni e puri. Come loro, l’umanità in genere dovrebbe impiegare la sua sapienza per arrivare infine alla serenità, alla noncuranza per le contingenze della vita: tornare puri come i bambini, ma con più consapevolezza e sapienza.

H.H. Lim è stato intervistato nel suo studio romano da Sabino Maria Frassà il 24 febbraio e l’11 marzo.  L’artista ha rivisto e approvato il testo il 15 marzo 2015.

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H.H. LIM – Biografia

H.H. Lim è nato in Malesia. Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 1976, vive e lavora tra Roma e Penang. È fondatore e animatore dello spazio espositivo romano Edicola Notte, che dal 1990 rappresenta una delle realtà più dinamiche e propositive della capitale.

Mostre in programma con Cramum e Fondazione Giorgio Pardi: Frangit Nucem – Cos’è l’arte contemporanea?, Palazzo Isimbardi di Milano 12-18 maggio 2015 | Oltre – il 1° piano, Istituto italiano di cultura a Budapest, 8-12 ottobre 2015

Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive: Migrating Forms and Migrating Gods,The Museum of Goa,evento collaterale Biennale di Kochi Muziris ,India ( 2014 ) .Tornare al Senso Costruttivo ,performance al Teatro Verdi,Milano(2014).Open Musuem Open City, progetto per R.A.M radioartemobile e per la collezione Maxxi, Roma. Sconfinamenti  Spoletto 57 festival del due mondi , Spoletto, Politicamente Parlando, Galleria Bianconi, Milano (2014),La Nuit Blanche, La Gaitè Lyrique, Parigi (2013); 6. Biennale di Praga, Praga (2013); 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione della Repubblica di Cuba, Venezia (2013); John Cage Experiments And Its Context, NCCA Centro Nazionale d’Arte Contemporanea, Mosca (2013Landscape on the Move, De Vleeshal & De Kabinetten van de Vleeshal, Middelburg – Olanda (2012); Il tesoro nascosto, GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2011); Tang Gallery, Bangkok (2011); 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, Venezia (2010); 3 Camere, R.A.M radioartemobile, Roma (2010); Gone with the Wind, UCCA Centro Ullens per l’Arte Contemporanea, Pechino (2010); Onda Anomala, Evento Pallelo a Manifesta 7, Von Morenberg, Trento (2008); Guangdong Station, Museo d’Arte, Guandong (2008); Emergency Biennale, Biennale di Istanbul (2007); Wherever We Go, Walter & McBean Galleries, San Francisco (2007); the 5th Ink Painting Biennial of Shenzhen, Museo d’Arte di He Xiangning, Shenzhen (2006 “Sweet Taboos” “Go Inside”, Tirana Biennial 3, Galleria Nazionale d’Arte, Tirana (2005); À l’ouest du sud de l’est, CRAC Centro Regionale d’Arte Contemporanea Languedoc-Roussillon, Sète – Francia (2004), Villa Arson, Nizza (2004) Le Opere e i Giorni, Certosa di San Lorenzo, Padula (2002)  Tribù dell’Arte, MACRO Museo d’Arte Contemporanea, Roma (2001)