Cristina Cusani tra i 12 finalisti del 7° Premio Cramum con i suoi “pericolosi” gas

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Cristina Cusani tra i 12 finalisti del 7° Premio Cramum con i suoi “pericolosi” gas

Cristina Cusani è tra i 12 finalisti della 7^ edizione del Premio Cramum insieme a Daniela Ardiri, Ludovico Bomben, Yinglu Chen, Federica Cipriani, Alessandro Di Massimo, Luca Marignoni, Miriam Montani, Niccolò Moronato, Antonella Romano, Federico Polloni, Sio Takahashi. Conosciamo di più il suo lavoro e l’opera candidata in vista della “finale” che si terrà sabato 14 settembre in occasione dell’inaugurazione della mostra “Il cielo sopra di me e dentro di me che cosa” a cura di Sabino Maria Frassà.

Cristina Cusani è nata a Napoli nel 1984. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma studia fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2012 segue il “Laboratorio Irregolare”, due anni di master class con Antonio Biasiucci da cui è nata la mostra itinerante “Epifanie”, esposta anche durante la XIII edizione del “Fotografia – Festival Internazionale di Roma”. Nel 2015 viene invitata per la residenza d’artista “BoCs Art” dove realizza due opere per il “Bocs Art” Museo di Cosenza. E’ finalista di importanti premi come l’XI “Premio Cairo” a Milano, il “Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee” e “Un’opera per il Castello” ed entra a far parte di alcune Collezioni di Arte Contemporanea come “Imago Mundi Art” e “Dimensione Fragile “della Biblioteca Vallicelliana di Roma. Nel 2017 vince il “Premio Sidicini per l’Arte Contemporanea” e nel 2018 vince al “Premio SmartupOptima” una Residenza alla “Fondazione Bevilacqua la Masa”. Attualmente vive e lavora tra Napoli e Roma.

Cristina Cusani è stata selezionata per “Il peso della leggerezza”. L’opera fa parte di un progetto ancora in corso che riguarda la relazione che c’è tra l’estetica e la coscienza critica. Al giorno d’oggi le tragedie del nostro tempo ci vengono raccontate attraverso un bombardamento di immagini atroci che ci allontanano e non ci portano quindi a riflettere. Il mio tentativo è quello di affrontare temi complessi e dolorosi attraverso l’utilizzo di immagini attraenti e rassicuranti, utilizzando l’estetica per attivare un processo di riflessione. La parola estetica ha origine dal verbo greco αἰσθάνομαι, che significa “percepire”. Supponendo quindi che l’estetica indichi il processo di conoscenza attraverso l’uso dei sensi e che l’emozione derivante dalla bellezza rappresenti il primo passo di questi processi, l’intento di questo lavoro è quindi quello di usare l’estetica per attivare i processi del pensiero.Il peso della leggerezza e si riferisce agli avvenimenti relativi alla guerra in Siria, in particolare all’utilizzo delle armi chimiche su civili, bambini e ospedali. La sensazione di impotenza che ho provato di fronte a questi fatti mi ha spinto a ragionare sul peso della leggerezza. L’opera è formata da un trittico di fotografe monocromatiche realizzate in studio che raffigurano i tre tipi principali di gas usati in guerra: il gas Sarin che è incolore l’ho rappresentato con il bianco, il gas Cloro tendente al verde e l’iprite detto anche gas mostarda per il suo colore appunto giallognolo. Ogni fotografa è associata ad un attacco avvenuto in un luogo diverso della Siria in tre diversi anni.


I Promotori della 7° edizione del premio Cramum sono Fondazione Cure Onlus – patron del premio – il Comune di Varedo e la Fondazione Versiera 1718, rappresentati nella Giuria dall’architetto Isabella Maffeis. Il Premio ha ottenuto il patrocinio di Veneranda Fabbrica del Duomo, Istituto Confucio Università degli Studi di Milano, Studio Museo Francesco Messina. Il Premio ha infine ottenuto il supporto di Ventura Projects ed Enoagriturismo Giacinto Gallina.

Il Comitato scientifico, cuore della giuria del Premio, decreterà il vincitore/la vincitrice del Premio il giorno dell’inaugurazione. Oltre agli artisti fuori concorso fanno parte del Comitato: Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Paola Capata, Antonella Cattani, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Maria Fratelli, Federico Giannini, Giuseppe Iannaccone, Rose Ghezzi, Angela Madesani, Isabella Maffeis, Emanuele Magri, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Giovanni Monzon, Annapaola Negri-Clementi, Rischa Paterlini, Iolanda Ratti, Fulvia Ramogida, Michela Rizzo, Elisabetta Roncati, Mario Francesco Simeone, Alba Solaro, Caterina Tognon, Francesca Tribó, Lorenzo Uggeri, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti. Al voto non prenderà parte il Direttore del Premio, tranne in caso di pari merito.