Cosa significa abitare oggi? Alessio Barchitta arriva in Sicilia con la sua “BAUEN”

Copia Di Barchitta

Cosa significa abitare oggi? Alessio Barchitta arriva in Sicilia con la sua “BAUEN”

ALESSIO BARCHITTA, ARTISTA SICILIANO FINALISTA DELL’ULTIMO PREMIO CRAMUM, TORNA IN SICILIA A BARCELLONA POZZO DI GOTTO CON UN GRANDE PROGETTO ARTISTICO PER INDAGARE IL SIGNIFICATO DI CASA E DI ABITARE

A Barcellona Pozzo di Gotto in quella che fu la Chiesa di San Vito il 15 ottobre 2017 inaugura la mostra personale “BAUEN” di Alessio Barchitta. La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione e al patrocinio del Comune di Barcellona P.G. e del Progetto CRAMUM per l’arte contemporanea. La mostra è accompagnata dai testi di Vincenzo Argentieri, Sabino Maria Frassà, Maria Cristina Galli e Giulia Vasso Menestrina.

L’artista siciliano, tra i finalisti dell’ultima edizione del premio CRAMUM tenutosi al Grande Museo del Duomo di Milano a settembre, presenta in questa mostra la conclusione di una profonda ricerca incentrata sul significato di “abitare” e di “casa” oggi. “Bauen” è una parola tedesca che significa costruire e deriva dall’ormai desueto “buan”, abitare. Abitare è inteso non come comportamento simile a mille altri, ma come condizione necessaria, derivante da “bin”, essere: l’uomo costruisce, abita, perchè “è” ed “essendo” ha bisogno di abitare, quale condizione necessaria e non accessoria. L’uomo è in quanto abita.

Sabino Maria Frassà, Direttore Artistico del Premio Cramum che ha co-curato la mostra, introduce così il progetto: “La storia che Alessio raconta è quella di un giovane che va a cercare fortuna lontano da casa, nella grande città, lottando per crescere senza perdere il forte legame con le proprie origini e con le peculiarità della propria terra. Con BAUEN cerca di tornare a casa e cominciare a ricomporre la frattura. Non a caso la mostra racconta della perdita e ricomposizione di una casa. Una casa distrutta dal tempo, testimone della stratificazione del tempo e delle storie di chi l’ha abitata, viene smembrate, ricomposta e raccontata in modo diacronico.
Alessio Barchitta rappresenta così in modo esemplare l’inquietudine delle nuove generazioni: la reinterpretazione della fragilità umana e della ricerca/assenza della casa manifestano un diffuso senso di sradicamento e di difficoltà di crescere in un mondo che non offre (più) alcuna certezza riguardo al futuro. Da questa inquietudine non scaturisce alcuna forma di nichilismo, ma anzi emerge uno sprone a rinascere ad affermarsi nonostante tutto. L’inquietudine propositiva è del resto una delle peculiarità della cultura barocca siciliana, in cui l’artista è cresciuto. Se per secoli la parola barocco ha assunto una connotazione anche spregiativa per la presunta assenza di regole e il senso di sovraccarico, nelle opere di Alessio prevale la dimensione barocca del ricostruire ciò che si è rotto e di farlo in modo grandioso, con un forte senso di illusionismo scenografico”

La mostra sarà aperta tutti i giorni dal 15 al 29 ottobre dalle ore 17,00 alle 20,00.