Alessandro Di Massimo con il suo Icarus è tra i finalisti del 7° Premio Cramum

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Alessandro Di Massimo con il suo Icarus è tra i finalisti del 7° Premio Cramum

Alessandro Di Massimo è tra i 12 finalisti della 7^ edizione del Premio Cramum insieme a Daniela Ardiri, Ludovico Bomben, Yinglu Chen, Federica Cipriani, Cristina Cusani, Luca Marignoni, Miriam Montani, Niccolò Moronato, Antonella Romano, Federico Polloni, Sio Takahashi.

Conosciamo di più il suo lavoro e l’opera candidata in vista della “finale” che si terrà sabato 14 settembre in occasione dell’inaugurazione della mostra “Il cielo sopra di me e dentro di me che cosa” a cura di Sabino Maria Frassà.

Alessandro Di Massimo nasce nel 1983. Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico Statale di Teramo, si diploma all’Accademia Di Belle Arti di roma nel 2008. Tra le mostre personali le principali a Edimburgo: “I’ll Be Your Mirror” nel 2014, “Enough” nel 2016, “Acies – The Number Shop” nel 2017 e “The Rise and Fall of Your Chosen Empire” nel 2019.

“Icarus” è l’opera per cui Alessandro Di Massimo è stato selezionato tra i finalisti del 7° Premio Cramum. Nell’iconografia classica Icaro viene solitamente rappresentato nel momento finale del suo volo, ovvero la caduta . Il contesto è quello mitologico che trasfigura la realtà e ci spinge verso le consuete letture di questo mito, come la sopravvalutazione delle capacità personali, oppure la smisurata fiducia nella tecnologia.

L’artista spiega: “nella mia opera ho voluto fare un passo in dietro e soffermarmi sull’attimo che precede il volo, prima ancora che la decisione venga presa; con lo scopo di spostare l’attenzione verso il dilemma interiore vissuto da chi si trova ad affrontare questa decisione. Di conseguenza, il mio lavoro esclude la figura di Icaro e si concentra sugli elementi che permetteranno il volo: la colla, le piume ed il cielo. Questi materiali formano una sorta di dispositivo che offre la possibilità di spiccare il volo, non solo ad Icaro, ma a chiunque ne abbia la necessità. Il dispositivo in questione non è una trasfigurazione della realtà, ma ne è parte integrante. Gli interruttori di allarme anti incendio sono un oggetto ordinario, presente in uffici, ospedali e stazioni. Il contesto di quest’opera è quindi quello quotidiano, in cui ognuno di noi si trova ad affrontare intimamente dei dilemmi che ci suggeriscono di fuggire, partire, restare o cercare rifugio; tutte possibili letture dell’atto di volare via”.


I Promotori della 7° edizione del premio Cramum sono Fondazione Cure Onlus – patron del premio – il Comune di Varedo e la Fondazione Versiera 1718, rappresentati nella Giuria dall’architetto Isabella Maffeis. Il Premio ha ottenuto il patrocinio di Veneranda Fabbrica del Duomo, Istituto Confucio Università degli Studi di Milano, Studio Museo Francesco Messina. Il Premio ha infine ottenuto il supporto di Ventura Projects ed Enoagriturismo Giacinto Gallina.

Il Comitato scientifico, cuore della giuria del Premio, decreterà il vincitore/la vincitrice del Premio il giorno dell’inaugurazione. Oltre agli artisti fuori concorso fanno parte del Comitato: Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Paola Capata, Antonella Cattani, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Maria Fratelli, Federico Giannini, Giuseppe Iannaccone, Rose Ghezzi, Angela Madesani, Isabella Maffeis, Emanuele Magri, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Giovanni Monzon, Annapaola Negri-Clementi, Rischa Paterlini, Iolanda Ratti, Fulvia Ramogida, Michela Rizzo, Elisabetta Roncati, Mario Francesco Simeone, Alba Solaro, Caterina Tognon, Francesca Tribó, Lorenzo Uggeri, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti. Al voto non prenderà parte il Direttore del Premio, tranne in caso di pari merito.