3° passo. Quali farmaci si possono prendere in gravidanza?

Anc Pillole

3° passo. Quali farmaci si possono prendere in gravidanza?

Spesso una donna incinta o che desidera una gravidanza vive la prescrizione di farmaci ad una donna con ansia e paura di nuocere al proprio bambino. Ciò può anche spingere all’omissione di trattamenti medici invece necessari e benefici per la donna. Oggi sappiamo che molti farmaci sono innocui in gravidanza ed in allattamento mentre solo pochi sono realmente sconsigliati.

Per alcune terapie, infine, non ci sono dati di sicurezza e, in questi casi, sarà la reale necessità della cura a guidare il medico nella scelta ponderata tra benefici per la madre e gli eventuali rischi teratogeni per il feto.

COSA VUOL DIRE “TERATOGENO”? Definiamo teratogenicità (dal Greco Τερας-ὸς, ovvero “mostro”) la capacità di una sostanza di causare malformazioni fetali se assunta tra la 3° e l’8° settimana dal concepimento. Ogni anno nascono circa un 2-3% di bambini con malformazioni maggiori e sono solo pochi i casi provocati dall’assunzione materna di qualsivoglia sostanza. Infatti, meno dell’1% delle malformazioni congenite è causata da farmaci e/o agenti terapeutici ed in aggiunta i farmaci realmente teratogeni sono pochissimi. Inoltre, si tratta, per la maggior parte di farmaci ad assunzione “obbligata” (ad esempio farmaci antitumorali, antiepilettici, anticoagulanti). In questi casi è buona norma rivolgersi al proprio curante e “programmare” per tempo con lui la gravidanza. Questo consentirà di modificare la terapia (se è il caso) o di adeguare il trattamento alle nuove esigenze che la gravidanza impone.

Avvertenze:

  1. Sconsigliamo di interrompere delle terapie in atto senza consultare il medico, spesso infatti è più dannoso il mancato utilizzo di una terapia necessaria rispetto all’assunzione del farmaco stesso.
  2. Farmaci nel periodo preconcezionale: qualora ci si accorga di aver assunto dei farmaci nel periodo preconcezionale nessuna paura, bisogna consultare il proprio ginecologo che potrà fornire le indicazioni e rassicurazioni del caso.
  3. Con che criterio? Il primo criterio in merito all’utilizzo di farmaci, sia in gravidanza che al di fuori di essa, è che sia un medico a prescriverli dopo una corretta diagnosi. Fa venir meno a questa prima regola l’utilizzo, oggi in aumento, dei cosiddetti farmaci da banco che chiunque può acquistare in farmacia senza ricetta. Attenzione però: il fatto che la ricetta non sia necessaria non significa che questi farmaci siano sostanze poco efficaci o senza controindicazioni. I farmaci da banco sono veri e propri farmaci che vanno usati con precise indicazioni  e che possono avere effetti collaterali.

E’ dunque bene avere delle conoscenze di base riguardo questi medicamenti.

ACIDO ACETILSALICILICO. molecola altrettanto usata, può essere usato sporadicamente fino alla 24° settimana di gravidanza. Ma, dopo questa epoca gestazionale, è da evitare per il rischio di danni che esso comporta alla circolazione fetale. Un discorso a parte deve essere fatto per l’acido acetilsalicilico a basse dosi (fino a 100 milligrammi al giorno), che spesso il ginecologo prescrive nelle gravidanze a rischio. In questo caso per il basso dosaggio e l’uso continuativo non sono riportati rischi per il nascituro.

ANTIINFIAMMATORI: per quanto riguarda i farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) vale lo stesso principio, possono essere usati saltuariamente prima e mai dopo la 24° settimana di gravidanza.

COLLIRI: ne esistono di tutti i tipi. A parte i colliri antibiotici, a base di cortisonici, betabloccanti e di inibitori dell’anidrasi carbonica che richiedono prescrizione medica, i colliri a base di antistaminici, i disinfettanti aspecifici e le lacrime artificiali possono essere usate con tranquillità. Attenzione alla scadenza e alla facile inquinabilità di questi prodotti! Dopo l’apertura hanno un tempo di utilizzo relativamente breve.

DECONGESTIONANTI nasali (ossimetazolina, nafatazolina e derivati) sono una famiglia di farmaci molto utilizzata senza controllo medico ma a dispetto del loro largo impiego sono farmaci da non utilizzare in gravidanza perché vasocostrittori e sicuramente dannosi. Per conoscenza sottolineiamo che queste sostanze sono altrettanto dannose fuori gravidanza in tutti i casi in cui il loro utilizzo non sia del tutto sporadico.

FERMENTI LATTICI sono utili e sicuri mentre i farmaci omeopatici e fitoterapici richiedono la prescrizione da parte di un medico con specifiche competenze.

LASSATIVI: in caso di stipsi, comune durante la gestazione, si possono usare diversi lassativi come ad esempio le supposte a base di glicerina, gli sciroppi a base di lattulosio, le mucillaggini e gli enteroclismi. Vanno usati sotto controllo medico invece gli irritanti della muscolatura liscia come cascara, senna e sali di magnesio.

PARACETAMOLO: uno dei farmaci più utilizzati. Questo farmaco è un ottimo antipiretico (abbassa la febbre), ma agisce anche come antidolorifico. Può essere usato in gravidanza in qualsiasi epoca gestazionale ed anche in allattamento, fino ad un massimo di 3 grammi al giorno.

SCIROPPI ANTITOSSE E FLUIDIFICANTI possono essere usati al bisogno in qualsiasi momento della gravidanza. Qualora tuttavia non si abbia miglioramento della sintomatologia è bene consultare il proprio medico curante.

TERAPIA ANTIVIRALE, come l’herpes, non vi è alcuna restrizione se l’utilizzo è topico (in genere in pomata), ma se l’antivirale viene assunto per bocca il suo impiego richiede la prescrizione medica.

ATTENZIONE! Esistono poi dei farmaci il cui uso richiede sempre una prescrizione medica, ma che spesso sono presenti in casa, e per questo motivo la tentazione di utilizzarli talvolta è forte: niente di più sbagliato, soprattutto in gravidanza! Tra questi: antibiotici, disinfettanti delle vie urinarie, creme-ovuli e tavolette vaginali, antistaminici e antichinetosici (contro il mal di mare, mal d’auto, mal d’aria), anti-nausea e anti-vomito: anche qui la regola è di rivolgersi al medico. Per tutti gli altri farmaci che non abbiamo citato nessuna donna in attesa dovrebbe averne accesso senza controllo medico. Comunque confidiamo che in caso di dubbio su un farmaco (ma non solo!), venga interpellato il proprio ginecologo o medico curante. Concludendo, dopo prescrizione medica, il farmaco giusto al momento necessario non provoca rischi per la mamma e per il bambino.

Dott.ssa Arianna Prada, Dott.ssa Cinzia Lucia Paolini, Prof.sa A.M. Marconi

Clinica Ostetrico Ginecologica – Università degli Studi di Milano Azienda Ospedaliera San Paolo