16° passo. Quali problemi possono avere i figli di donne obese?

16 Passo Maiale

16° passo. Quali problemi possono avere i figli di donne obese?

QUALI PROBLEMI POSSONO AVERE I FETI E I NEONATI DI DONNE OBESE?

PESO ALLA NASCITA: Le donne obese anche se non sviluppano diabete gestazionale hanno comunque un rischio più elevato sia di concepire bambini eccessivamente grandi per l’epoca gestazionale cioè con peso alla nascita > 90° percentile sia bambini troppo piccoli  ossia con un peso < 10° percentile per l’epoca gestazionale. I bambini inoltre indipendentemente dal  peso alla nascita hanno un rischio maggiore di sviluppare in età adulta la sindrome metabolica caratterizzata da obesità, diabete, ipercolesterolemia e patologie cardiovascolari.

MALATTIE CONGENITE: I feti di madri obese hanno anche un rischio più elevato di sviluppare malformazioni congenite soprattutto difetti di sviluppo del sistema nervoso centrale quali per esempio la spina bifida.  Bisogna inoltre ricordare che purtroppo l’eccesso di tessuto adiposo materno può rendere più difficoltoso il riconoscimento ecografico di tali anomalie; gli ultrasuoni infatti vengono attenuati fortemente dal passaggio attraverso i tessuti materni e ciò riduce notevolmente la sensibilità dell’esame. Generalmente durante le indagini ecografiche di routine eseguite intorno alla 20° e 32°settimana per valutare la crescita fetale vengono misurati 4 parametri: diametro biparietale,  circonferenza cefalica, femore e circonferenza addominale; quest’ultima è il parametro più importante poiché è quello che si modifica quando il bambino riceve una quantità in eccesso o in difetto di nutrienti; in studi sperimentali per stimare la massa grassa fetale vengono utilizzati altri parametri ecografici quali ad esempio la misura dello spessore del tessuto adiposo sottocutaneo addominale e retro-scapolare, la misura della circonferenza della coscia e del braccio.

Quanto esposto fino ad ora non ha l’obiettivo di spaventare le future mamme in sovrappeso ma di informarle affinché possano favorire il buon andamento della gravidanza attraverso stili di vita più sani ed una accurata alimentazione.

 

ALCUNI CONSIGLI PER LE DONNE CON QUALCHE CHILO DI TROPPO :

–        Se stai pianificando una gravidanza prova a ridurre il tuo peso corporeo magari affidandoti ad uno specialista. Sempre meglio evitare le diete fai da te che spesso non sono adeguatamente bilanciate.

–        Anche se non sei una sportiva non è mai troppo tardi per cominciare a fare un po’ di attività fisica

–        Comincia subito ad assumere l’acido folico (400 mcg al giorno) in questo modo ridurrai il rischio malformativo

–        Se sei già incinta chiedi al ginecologo di fornirti i consigli dietetici da attuare durante la gravidanza, se sei particolarmente in sovrappeso puoi rivolgerti ad un dietista per una dieta mirata. Ricorda che durante la gravidanza non si possono fare diete ipocaloriche per perdere peso per non compromettere il giusto apporto di nutrienti al feto.

–        Il ginecologo  ti prescriverà sicuramente tutti gli esami necessari a riconoscere precocemente la comparsa di complicazioni come ad esempio il dosaggio della glicemia basale nel I°trimestre e l’effettuazione della curva glicemica tra la 24°-28° settimana oltre ad un accurato monitoraggio della pressione arteriosa in particolare nel II-III trimestre.

–        Annota settimanalmente il tuo peso corporeo e ricorda che anche se hai iniziato la gravidanza  con un peso elevato puoi ridurre la probabilità di complicanze limitando l’eccessivo aumento ponderale nel corso dei 9 mesi.

–        Alcuni giorni prima delle ecografie di routine evita di applicare sulla pancia oli o creme idratanti perché riducono ulteriormente la visione ecografica

–        Dopo il parto se ti è possibile allatta al seno questo ti consentirà di perdere peso più facilmente oltre che di fornire al tuo bambino una fonte di nutrimento unica ed inimitabile.

Un peso ottimale sarebbe la condizione ideale con cui intraprendere la gravidanza; ahimè non sempre questo è possibile. In particolar modo nei paesi occidentali sono sempre più in aumento le donne che iniziano una gravidanza in sovrappeso o addirittura obese, cioè con un indice di massa corporea (IMC o BMI, cioè il rapporto tra peso e altezza al quadrato) maggiore di 30. L’OMS ha stimato infatti che siano circa 300 milioni le donne obese nel mondo.

Come ben spiegato nel passo n°5 l’obesità può ridurre la fertilità di una donna e purtroppo una volta che la gravidanza ha avuto inizio essa può comportare alcuni rischi sia per l’andamento della gravidanza stessa sia per lo sviluppo feto-neonatale. L’obesità materna aumenta infatti il rischio di sviluppare preeclampsia e diabete gestazionale. La preeclampsia è una complicanza della gravidanza caratterizzata da ipertensione e presenza di proteine nelle urine che nelle forme più gravi può mettere a repentaglio la vita della mamma e quella del nascituro; le grandi obese (BMI > 40) hanno un rischio di sviluppare preeclampsia fino a 5 volte più elevato rispetto alle donne normopeso.

5° Passo: Obesità e gravidanza

Allo sviluppo di preeclampsia spesso si associa una ridotta crescita fetale e la necessità di anticipare la data del parto ad epoche gestazionali precoci esponendo il feto ai rischi della prematurità. Come dettagliatamente spiegato nel passo precedente (15° passo “Dolci … Tentazioni”) il diabete gestazionale  è una intolleranza ai carboidrati che determina elevati livelli di zucchero nel sangue materno che raggiungono il feto attraverso la placenta e possono provocare, da un lato, un’ eccessiva crescita fetale, dall’altro, espongono il feto ad una  più elevata probabilità di sviluppare diabete mellito nella vita adulta.

 

Manuela Cardellicchio – Ginecologa Ospedale Luigi Sacco

Irene Cetin – Professore e Primario Ginecologia Ospedale Luigi Sacco

Sabino Maria Frassà – Direttore “ama nutri cresci”